La politica

Integrazione bipartisan. Da Asolo un nuovo modello lanciato da D'Alema e FIni

18-10-2009

ASOLO (TV). Un nuovo modello di integrazione è possibile. Replicando l'esperienza dello scorso anno sul federalismo fiscale, Gianfranco Fini e Massimo D'Alema lanciano da Asolo, nel cuore di una regione che è ormai roccaforte leghista, le loro proposte sull'immigrazione in un workshop di 'Farefuturo' e 'ItalianiEuropei'. Proposte convergenti almeno se si affronta questo tema, come auspicano entrambi, attraverso un "disarmo bilaterale" sulle "paure" che spesso dominano le politiche della destra e le "idee ireniche" dalle quali si fa guidare a volte la sinistra. Idee che saranno messe, nero su bianco, nei prossimi giorni, in un documento di sintesi delle fondazioni che fanno capo ai due leader.

Di fronte a una platea di 50 giovani di area centrodestra e 50 di centrosinistra il presidente della Camera e l'ex presidente del Consiglio si trovano d'accordo non solo sull'iter delle riforme ma almeno su tre temi legati all'immigrazione: la cittadinanza ai bambini figli di immigrati dopo un ciclo scolastico, a 10-11 anni; l'ora di Corano a scuola e il voto alle amministrative per gli immigrati. Ipotesi che di certo non possono piacere al Carroccio ma che, secondo D'Alema, rappresentano un cambio di passo necessario nelle politiche per l'immigrazione del governo che finora, sono state frutto "di un dibattito pubblico dominato da simboli e fantasmi, che ha solo uno scopo elettorale e non risolve i problemi".

D'altra parte, è la stoccata di Fini, "sui temi dell'integrazione bisogna sforzarsi di dare un messaggio articolato, ragionato piuttosto che parlare per ottenere l'applauso immediato". Proposte che, sottolineano entrambi, non è possibile trattare con risposte "miopi" o "primitive". Su questi argomenti, attacca Fini "è possibile che non ci si renda conto che non c'entra nulla lo scontro in atto nella politica italiana sulle riforme o su Berlusconi?". Si tratta di temi che vanno affrontati, aggiunge, indipendentemente da chi è al governo perché riguardano "il futuro del paese". E allora "é possibile - propone - pensare alla cittadinanza per chi nasce qui o arriva qui piccolissimo e frequenta un intero ciclo scolastico? Questa è la mia proposta".

D'Alema è d'accordo, anzi rilancia. "Questo - sottolinea - sarebbe il minimo. Chi nasce in Italia è italiano, anche senza periodo di prova e non c'é il minimo dubbio che una legge più generosa e ragionevole per la cittadinanza e il voto alle amministrative sarebbero due grandi fattori di integrazione e sicurezza". Non parla dei tempi per la cittadinanza, Fini, anche se la sua fondazione è tornata sulla proposta Sarubbi-Granata, di ridurre il tempo per ottenerla da 10 a 5 anni, ma ribadisce che sul voto agli immigrati alle amministrative per cui "fui crocifisso, non ho cambiato idea". C'é poi la 'proposta Urso' sull'ora di Corano a scuola. E anche qui Fini e D'Alema si trovano d'accordo. "Non è uno scandalo" dice Fini. Chi ha attaccato questa proposta, aggiunge D'Alema, "ha dato risposte primitive". Non si può rispondere, ha proseguito, "con dei suoni gutturali a una idea di non facile realizzazione ma sulla quale discutere" anche perché il vero tema è che "in Italia non c'é ancora una legge che regoli la libertà di religione".

Le tre proposte rappresentano un contributo al dibattito che si sta per aprire in Parlamento sulla cittadinanza sulle quali potrebbero esserci convergenze bipartisan. Ma, attacca Fini, "aver a che fare con l'integrazione non può essere oggetto di polemica nell'uno o nell'altro schieramento in ragione del fatto che c'é l'uno o l'altro al governo". Stesso discorso, sembra voler dire Fini, vale per le riforme. "Credo che una giornata come questa abbia dimostrato come con la capacità di ascolto si possa giungere a punti di convergenza che possono anche tradursi in atti in Parlamento. Sarebbe bello se lo spirito di Asolo andasse oltre questa giornata portando all'approvazione del federalismo istituzionale".