Economia

La "tigre" di Wall Street. Rajaratnam finanziava i terroristi Tamil

20-10-2009

Si mette proprio male per il fondatore di Galleon Management, uno dei maggiori hedge fund al mondo, arrestato nei giorni scorsi a New York insieme ad altre cinque persone per insider trading. Ora le indagini sono passate dalla Security Echange Commission all'Fbi per via di alcuni finanziamenti a gruppi di terroristi dello Sri Lanka. E l'indagine, secondo quanto scrive Bloomberg News, sarebbe solo all'inizio.

Venerdì scorso Raj Rajaratnam era comparso nella corte federale di Manhattan per costituirsi dopo che gli inquirenti avevano stabilito che almeno 20 milioni di dollari di profitti sarebbero stati ottenuti illegalmente. Rajaratnam, insieme ad altre quattro persone, è stato accusato dall'Assistant US Attorney Josh Klein di associazione a delinquere finalizzata ad influenzare lo scambio di azioni in base ad informazioni riservate su almeno tre società quotate in borsa. 

Con Raj Rajaratnam sono stati arrestati anche il direttore degli investimenti strategici del braccio finanziario di Intel, Rajiv Goel, Anil Kumar della società di consulenza McKinsey, Danielle Chiesi e Mark Kurland di New Castle Partners, un hedge fund una volta controllato da Bear Stearns, e Robert Moffat, un vice direttore generale di Ibm. 

Secondo uno dei capi d'accusa, Rajaratnam tra il gennaio 2006 e luglio 2007 avrebbe ricevuto informazioni riservate su Polycom, Hilton e Google, con cui il fondo Galleon avrebbe guadagnato 12,7 milioni di dollari.

Venerdì scorso, alla fine dell'udienza il magistrato Douglas Eaton aveva deciso per il ritiro del passaporto di Raj Rajaratnam e una cauzione di 100 milioni di dollari. Come spesso succede, da indagine scaturisce un'altra indagine. E questa ben più pesante di quella di inside trading. Gli agenti federali avrebbero scoperto che Rajaratnam finanziava con milioni di dollari le Tigri Tamil dello Sri Lanka. Con il passare delle ore la posizione del finanziere si complica ulteriormente e secondo indiscrezioni sarebbe imminente l'arresto di altre dieci persone.

Al momento le due indagini non sembrano collegate, ma di sicuro offuscano ancor di più la figura del benestante newyorkese originario dello Sri Lanka che - riporta la stampa - attraverso le sue donazioni a un'associazione di beneficenza del Maryland finanziava indirettamente l'Esercito di Liberazione delle Tigri Tamil (Ltte), considerato dal dipartimento di Stato un gruppo terrorista.

Rajaratnam respinge le accuse sia per il caso di insider trading, il maggior nella storia con un hedge fund coinvolto, sia per i finanziamenti alle Tigri Tamil.

"Lo teniamo sotto osservazione da anni: è coinvolto in diversi schemi di finanziamento delle Tigri Tamil ma non è formalmente sotto indagine in quanto opera dagli Usa" spiega al Financial Times il ministro delle Difesa dello Sri Lanka, Udaya Nanayakkara. "Non sostiene le Tigri del Tamil: i soldi che ha speso sono serviti per costruire case in favore di Tamil e Musulmani senza distinzione" afferma James Walden, legale del finanziere.

"E' innocente e intende difendersi con forza in tribunale" aggiunge Walden riferendosi al proprio assistito. Accuse, quelle nei confronti di Rajaratnam, che gettano un'ombra sull'industria da 1.200 miliardi di dollari degli hedge fund, impegnata a fare lobby contro un eventuale inasprimento delle regole allo studio. Secondo alcune indiscrezioni, diversi ex colleghi di Rajaratnam hanno aiutato e stanno ancora collaborando con le autorità nell'ambito delle indagini per insieder trading, partite nel novembre 2007 dopo che un individuo, identificato dalle autorità come CW, ha garantito la prorpia collaborazione alle indagini, consentendo che le sue telefonate fossero registrate. Fra coloro che starebbero collaborando con le autorità - riporta il Wall Street Journal - ci sarebbero Ali Far e Choo Beng Lee.

Il caso di Rajaratnam per insider trading sarebbe solo uno di quelli all'esame della Sec e che coinvolgerebbero anche altri manager. Ne è un esempio l'arresto di Robert Moffat, senior manager di Ibm, che - secondo le autorità - ha fornito a un hedge fund informazioni non pubbliche sui conti di Ibm e su SunMicrosystems.

 

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