La politica

Pier Ferdinando Casini e Pier Luigi Bersani

Fronte anti-Berlusconi. Bersani apre a Casini

13-12-2009

ROMA. L'idea di un "fronte unico" anti-Berlusconi in caso di elezioni anticipate, avanzata dal leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, piace a Pier Luigi Bersani.

"Le parole di Casini - dice a Fiorenzuola in occasione dell'iniziativa 'Le Mille Piazze' - sono una conferma importante. Ho sempre pensato che sul tema del rafforzamento del sistema parlamentare contro la deriva populista a cui vuol portarci Berlusconi ci sia la possibilità di uno schieramento molto ampio che possa diventare via via un'alternativa positiva di governo".

Ma Bersani, che crede dunque possibile un'alleanza tra le forze di opposizione, preferisce parlare di "costruzione di un'alternativa" piuttosto che di un nuovo Comitato di Liberazione Nazionale ("la situazione non richiede un nuovo Cln") come invece fa il capogruppo del Pd alla Camera Dario Franceschini, il quale, infatti, condivide la presa di posizione di Casini, ma alza il tiro.

Se da parte di Berlusconi ci dovesse essere "uno strappo", utilizzando l'arma delle elezioni anticipate "per alterare le regole istituzionali", sostiene, il Paese "dovrebbe rispondere come in una situazione di emergenza" serrando le fila in difesa della Costituzione. Organizzando cioé "una specie di nuovo Cln per difendere la democrazia e la Costituzione". E, proprio per proteggere la Carta dagli "attacchi" della maggioranza, tra i Democratici si allarga il fronte di chi aderisce alla manifestazione unitaria proposta dall'associazione 'Art.21' per difendere il testo dei padri costituenti. Oltre a Giovanna Melandri e Vincenzo Vita, annunciano di essere disposti a scendere in piazza sotto il 'vessillo' del tricolore anche Rosy Bindi e l'europarlamentare Davide Sassoli.

"E' giunto il momento - dice la presidente dell'Assemblea nazionale Democratica - di riconoscersi in un'unica bandiera per difendere la nostra Carta Costituzionale".

L'uscita di Casini, incalza l'ulivista Franco Monaco, dimostra che con le parole del premier "si è passato il segno". La verità, osserva Walter Veltroni, è che Berlusconi "cerca lo scontro per nascondere le proprie difficoltà". E allo stato un confronto con lui sulle riforme "è impossibile" perché la sua è "un'idea assolutistica" del potere.

Al punto in cui sono arrivate le cose, commenta Bersani, al Pd non interessa sapere se l'intervento di oggi a Milano del premier sarà o meno "un Predellino-bis": "Ci basta quello che Berlusconi ha detto venerdì senza aspettare quel che dirà domani...".

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