Dagli USA

Obama dà l'annuncio durante la conferenza stampa alla Casa Bianca lo scorso 19 dicembre

Riforma sanitaria. Trovato il 70esimo voto per istituire la legge. Arriva il regalo di Natale di Obama

20-12-2009

WASHINGTON. Il Senato americano deporrà sotto l'albero di Natale del presidente Barack Obama il dono più gradito: la riforma sanitaria. I leader democratici del Senato sono riusciti ieri a trovare il sessantesimo voto necessario per garantire il passaggio della legge sulla storica riforma: il senatore democratico Ben Nelson, un aggressivo avversario dell'aborto, è stato convinto ad appoggiarla dopo lunghe ore di negoziati.

Il presidente Barack Obama, in una dichiarazione alla Casa Bianca, ha affermato che la riforma che estenderà ad altri 30 milioni di americani la copertura sanitaria "sta per diventare realtà" dopo "una lunga battaglia durata quasi un secolo".

La legge è già stata approvata dalla Camera. Ma al Senato i democratici hanno incontrato difficoltà nell'ottenere il sostegno di tutti i loro senatori rendendo necessarie lunghe trattative per cambiare il testo in modo da venire incontro ai dubbi dei senatori ancora incerti.

I senatori democratici rimasti più a lungo sulla collina degli indecisi sono anche quello che sono riusciti a strappare al leader democratico del senato Harry Reid il prezzo più alto per ottenere il loro assenso.

Così il senatore Joe Lieberman, che aveva forti obiezioni alla opzione pubblica (che creava una compagnia governativa per fare concorrenza alle assicurazioni private nel campo della copertura sanitaria) ha ottenuto la rinuncia a tale controversa innovazione. E il senatore Nelson, un accanito oppositore dell'aborto, è riuscito a ottenere la inclusione nella legislazione del divieto di fornire agli assicurati interruzioni di gravidanza pagate con soldi pubblici.

Il Senato comincerà da lunedì una serie serrata di voti (il primo è previsto ancor prima dell'alba di lunedì) per giungere ad una approvazione della legge prima di Natale. A quel punto sarà quasi fatta. Ma la legge dovrà essere armonizzata per superare le differenze esistenti tra il testo approvato dalla Camera e quello che sarà votato dal Senato la prossima settimana.

Il testo unificato dovrà quindi essere approvato di nuovo da Camera e Senato prima di finire sulla scrivania del presidente Obama per la firma che sancirà l'entrata in vigore della storica riforma.

 

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