New York. Gli chef celebrano la tagliatella
NEW YORK. New York celebra i maestri dell'alta cucina italiana. Una serie di eventi, che terminerà domenica, ha fatto da cornice all'International Day of Italian Cuisines.
Promosso da ITCHEFS-GVCI, il network degli chef italiani nel mondo, l'evento da diversi anni ha lo scopo di proteggere l'autenticità dei piatti e dei prodotti "made in Italy".
Quest'anno si celebrano le tagliatelle alla bolognese, piatto simbolo della tradizione italiana e c'è davvero da leccarsi la bocca. Domenica il piatto verrà preparato simultaneamente via teleconferenza, secondo la ricetta autentica, in quasi 400 ristoranti sparsi in tutto il mondo.
A New York la preziosa sfoglia verrà stesa nella cornice autorevole del Culinary Institute (462 Broadway) dalle mani esperte di rinomati chef internazionali. A capo della manifestazione il "maesto" Cesare Casella, dean dell'Italian Culinary Academy, e Dorothy Cann Hamilton, fondatrice dell'Accademia.
Una cena di gala mercoledì sera ha consacrato l'inizio del programma con un menu proposto dai fratelli, master chef, Chicco e Bobo Cerea, detentori di tre stelle Michelin, del ristorante Da Vittorio (Brusaporto, Bergamo). Un susseguirsi di piatti elaborati esclusivamente a base di pesce.
L'insalata di granchio, seguita dal carpaccio di baccalà, ha dato il turno a conchiglioni insabbiati e tonno dal fegato grasso, con dulcis in fundo gelatina di amaretto e il più classico dei gelati al cioccolato, il tutto invigorito da vino bianco italiano.
Durante il ricevimento sono stati proclamati i vincitori degli Italian Cusine Worldwide Awards 2010. Tredici gli chef premiati: Lidia Bastianich, (New York), Jamie Oliver, (Londra), Roland Schuller, (Hong Kong), Maurizio Uggé, (Melbourne) per la categoria "Contributi nel 2009".
Francesco Crisante, (Caracas), Giacomo Gallina, (Milano), Rogerio Fasano, (San Paolo), Onno Kleyn, (Olanda), Giorgio Locatelli, (Londra), Girolamo Panzetta, (Tokyo) a cui è stato dato il riconoscimento per la categoria "Contributi in carriera".
Norman Kostner, (Bangkok), e Sirio Maccioni, (New York) per il premio alla carriera e infine la prestigiosa corona per la categoria "Chef dell'anno" è andata all'italiano Gianfelice Guerini, il Ferrari Formula 1 Team Chef.
La First Lady della cucina italiana Lidia Bastianich - durante la cena ha confessato che per lei il piatto della serata era il carpaccio di baccalà - ha ringraziato la fondatrice dell'Italian Culinary Academy, Dorothy Cann Hamilton, artefice di un'istituzione "che non solo forma grandi chef ma soprattutto professionisti in grado di proporre l'autenticità della tradizione culinaria italiana". "Per anni - ha continuato Bastianich - ho avuto difficoltà a trovare per i miei ristoranti non solo chi sapesse esercitare nelle cucine ma soprattutto chi conoscesse le linee guida della cultura della cucina italiana". Per il master chef Sirio Maccioni, leggendario proprietario del ristorante "Le Cirque", intenditore dei palati di intelletti e presidenti, alla domanda su quale leader fosse stato il più bravo a scegliere i piatti, ha detto: "Il migliore senza dubbio è stato il presidente Richard Nixon, conosceva bene ingredienti e sapori. Entrava persino in cucina - ha rivelato Maccioni - e sceglieva di persona gli ingredienti per il menu del giorno".
Speaker della serata il Presidente Onorario del Virtual Group of Italian Chefs, Rosario Scarpato, che ha ricordato l'importanza di connettere gli chef e operatori della ristorazione italiana nel mondo, da New York fino ad Ulan Bator, capitale della Mongolia.
Ieri, nella giornata organizzata da Cesare Casella (cuore della "Salumeria Rosi", nell'Upper West Side), ancora ospiti speciali si sono alternati in discussioni e presentazioni di alta cucina. Tra questi Mario Batali, famoso chef, autore di libri e show televisivi e studioso dei piatti tradizionali della cucina italina, Massimo Fontanari, storico, esperto di arte culinaria, e Mario Caramella, presidente dell'GVCI. Presenti anche il consigliere del Ministero della cultura per il settore cucina, Matteo Scibilia, e il direttore di "Italia a Tavola", Alberto Lupini.












