Dal Mondo

Venezuela. Scomparsi due italiani

10-04-2010

RIMINI. Due italiani, Simone Montesso, bolzanino di 23 anni, e Massimo Barbiero, veneziano di 37, sono dispersi in Venezuela, dopo che si sono allontanati lunedì per una camminata in un'area di montagna di Santa Rosa de La Hechicera, a Merida. A lanciare l'allarme è stata l'associazione Comunità Papa Giovanni XXIII di Rimini, fondata da don Oreste Benzi. Montesso é un volontario della Comunità, Barbiero un missionario laico che da anni lavora con la Papa Giovanni: è stato responsabile delle loro missioni in Kenia.

Le ricerche non hanno dato esito. Le ipotesi principali sono che siano rimasti vittima di un incidente per il maltempo o che si siano smarriti. Ma l'associazione non esclude nemmeno il sequestro: la zona non è lontana dal confine colombiano dove i rapimenti non sono rari. Alle ricerche partecipano una quindicina di esperti della sicurezza venezuelana, ha reso noto la stampa locale, citando il responsabile dell'Istituto per la protezione civile dello stato venezuelano, Noel Marquez.

Monsignor Baltazar Porras Cardozo, arcivescovo metropolitano di Merida, ha espresso grande preoccupazione. Dei due non si hanno notizie da lunedì, quando hanno deciso di fare una camminata nell'area per dirigersi al Parco nazionale Sierra de la Culata. L'ultimo contatto telefonico risale alla mezzanotte. I responsabili della comunità di Merida, ha raccontato il padre di Montesso, hanno chiamato Simone sul cellulare e lui ha risposto: ‘pronto', poi la linea è caduta.

Il responsabile della protezione civile ha spiegato di essere in contatto con la società di telecomunicazioni dell'apparecchio, per cercare di rintracciare le coordinate del movimento del cellulare. I due però non avevano equipaggiamenti per la montagna.

Grande apprensione anche nella sede dell'associazione a Rimini, che ha fatto un appello affinché le autorità venezuelane e italiane si impegnino per ricerche rapide. La Farnesina ha attivato tutti i canali necessari. L'Unità di crisi è in continuo contatto con l'ambasciata di Caracas, attivata insieme al Consolato di Maracaibo, competente per zona, che sta seguendo le ricerche in collegamento con Interpol e autorità locali. Montesso e Barbiero erano arrivati a Merida per prestare la loro opera in una casa missionaria nella località di Milla. Lavoravano con bambini abbandonati o handicappati.

Si tratta, ha spiegato don Aldo Buonaiuto della Papa Giovanni XXIII, di persone "serissime, e in particolare Barbiero è di grande esperienza, uno che da anni si dona agli altri. È già stato responsabile delle nostre missioni in Kenia. È un laico consacrato; ha vissuto anche nelle baraccopoli". "L'abbiamo sentito l'ultima volta a Pasqua, andava tutto bene e Massimo era tranquillo", ha spiegato il fratello di Barbiero, in attesa di notizie con i genitori a Fossò, nel Veneziano. Dopo dieci anni in Africa il trentasettenne era tornato a casa a fine anno, ma a gennaio era ripartito per il Venezuela. Per Montesso (una laurea in scienze dell'educazione per fare l'educatore) è invece il primo viaggio da volontario per l'associazione. Era partito il 7 marzo. Da allora i contatti telefonici con i familiari, anche via sms, erano frequenti.

"Martedì gli abbiamo scritto ancora, ma non ci ha risposto - ha spiegato il padre, Giuliano - Abbiamo pensato ad un disservizio, ma il giorno dopo abbiamo chiamato la casa dell'associazione a Merida e ci hanno detto che Simone e Massimo mancavano dal giorno prima e che erano cominciate le ricerche dopo quella telefonata a mezzanotte subito interrotta".

 

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