Dal Mondo

Cristina Fernandez Kirchner

Argentina. I Kirchner rispolverano il mito di Evita

28-07-2010

 

BUENOS AIRES. Ancora una volta a Buenos Aires è il momento di Evita Peron. Tra gigantografie, le note dell'intramontabile ‘Don't cry for me Argentina' e fiaccolate per le strade, si torna a parlare della leader dei ‘descamisados'. Nonostante siano passati 58 anni dalla sua morte. A spingere, e organizzare, con grande determinazione il ‘revival' di Eva Peron è stata la presidente peronista Cristina Fernandez Kirchner, e suo marito e predecessore, Nestor Kichner, vero ‘uomo forte' dell'Argentina, sempre al centro della politica e dell'economia del Paese. L'occasione per far risaltare la figura di Maria Eva Duarte de Peron, morta a soli 33 anni di cancro nel 1952, è il ‘bicentenario' (i 200 anni dalla liberazione del paese dalla Spagna) che l'Argentina sta ricordando quest'anno con numerose iniziative, alcune delle quali di grande suggestione e ben riuscite. Nella tarda serata di lunedì, circa 50 mila persone hanno preso parte a una commemorazione nel centro di Buenos Aires, tra le fiaccolate e i grandi manifesti con l'immagine di quella che continua ad essere la donna più amata per tanti argentini. Le iniziative sono tante: per esempio, una mostra centrata sulla "portabandiera degli umili", oppure la costruzione di un nuovo monumento che le renderà omaggio. Senza dimenticare uno show a Cordoba dove la cantante Nora Barrantes ha interpretato ‘Don't cry for me, Argentina'.

Il governo della Fernandez ha quindi deciso di non aspettare il 60/o anniversario della ricorrenza, risaltando proprio quest'anno la figura della moglie dell'ex presidente Juan Domingo Peron. La spiegazione di tanta fretta è che nel 2010 ci sono le presidenziali, e il Paese è ormai da tempo di fatto in piena campagna elettorale. Non è un caso che l'oratore chiave nel mega-evento di ieri a Buenos Aires sia stato proprio Nestor Kirchner, che potrebbe puntare a tornare alla Casa Rosada per un secondo mandato, dopo quello tra il 2003 e il 2007. Accompagnato da diversi leader del Pj (Partito giustizialista), e con un ‘look' da sindacalismo peronista anni '60-'70 - con pesanti giubbottoni di cuoio - Kirchner ha sottolineato di lottare "per un paese più giusto e plurale", e per un'alleanza tra "lavoratori, classe media e imprenditori nazionali". L'obiettivo di fondo - ha precisato - è quello di "raggiungere una distribuzione della ricchezza 50% per il capitale e 50% per il lavoro"

Un discorso ‘alla Evità, e al 100%, rilevano gli analisti locali, sottolineando che fra qualche settimana, sarà d'altra parte difficile passeggiare per la ‘9 de juliò (la più importante ‘avenidà di Baires) senza scorgere il viso di Eva Peron: il governo ha infatti annunciato che farà appendere in un edificio della via quattro gigantografie proprio con l'immagine "dell'eterno simbolo" dei più poveri.

 

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