Analisi e commenti

La Corte Suprema federale e la dignità dei detenuti. Pocbhi fondi e leggi dure

di Domenico Maceri*

30-05-2011


 

In California "un carcerato muore senza nessuna ragione ogni sei o sette giorni per mancanza di strutture". Lo ha dichiarato il giudice della Corte Suprema americana John Anthony M. Kennedy nella sua recente decisione a maggioranza (5-4) che include anche l'ordine di far sfollare le carceri o costruire altre celle nei prossimi due anni.

Gli hanno fatto eco gli altri quattro giudici Stephen Breyer, Ruth Bader Ginsburg, Elena Kagan e Sonia Sotomayor, indicando le condizioni malsane delle carceri in California come contrarie alla "dignità umana".

Di parere opposto il giudice della minoranza Antonin Scalia, per il quale si tratta "dell'ingiunzione più radicale emessa da un tribunale in tutta la storia degli Stati Uniti" per il quale la decisione causerà un forte aumento alla criminalità.

Le carceri in California sono state costruite per ospitare 80.000 detenuti ma negli ultimi anni il numero è aumentato fino a raggiungere le 160.000 unità. Recentemente si è scesi a poco più di 143.000, cifra ancora troppo alta per la Corte Suprema.

Perché troppi carcerati in California? Due sono le ragioni principali. Da una parte l'incapacità dello Stato di costruire abbastanza prigioni data la ristrettezza dei fondi avuta negli ultimi anni. Dall'altra le leggi approvate mediante referendum che impongono l'imprigionamento anche per reati minori. Qui entra in gioco la "three-strike law", che impone l'ergastolo alla terza condanna anche se il terzo dei tre reati consiste di un atto illegale di minore importanza.

La Corte Suprema ha imposto il limite di due anni per risolvere la situazione in California. Il nuovo governatore Jerry Brown al momento è alle prese con la questione del bilancio che vede un deficit di 26 miliardi di dollari. La metà è stato eliminato grazie ai tagli e Brown è intenzionato a colmare il resto con la proroga delle tasse approvate dall'ex governatore Arnold Schwarzenegger. La minoranza repubblicana alle Camere statali gli ha però sbarrato la strada. La ripresa economica ha in ogni caso migliorato un po' la situazione. Sembra che il buco del deficit sia sceso a nove miliardi, quanto basterebbe per dare ragione ai repubblicani che le tasse non sono necessarie, continuando a sperare nella continua ripresa.

La questione delle carceri sovraffollate rafforza la mano di Brown per aumentare le tasse anche se, come si sa, la Corte Suprema non ha un esercito per imporre il suo volere.

Il danno morale però è stato fatto. La California, lo Stato-nazione della costa del Pacifico con 38 milioni di abitanti e settima potenza economica mondiale, non riesce a trovare i fondi per bilanciare le risorse. Il problema principale è politico dato che qualsiasi aumento delle tasse deve essere approvato dai due terzi della legislatura. Questa situazione dà un potere estremo al partito di minoranza che in questo caso è il Partito Repubblicano, specialmente se il governatore non riesce a trovare i quattro voti repubblicani necessari per affrontare le questioni fiscali.

Una soluzione parziale per Brown è di far trasferire gruppi di carcerati dalle prigioni statali a quelle delle contee, il che farebbe risparmiare soldi e potrebbe migliorare la situazione. Ma quest'idea non risolverà totalmente il dilemma.

Brown continuerà a spingere per la proroga delle tasse o cercherà di "ricattare" i repubblicani con l'idea di svuotare le carceri, creando il panico nel Gop che insiste sempre sulla mano dura con i criminali. Se questa sarà la strada intrapresa si potrebbe "vendere" ai cittadini, dato che la criminalità negli Stati Uniti negli ultimi anni è diminuita secondo i dati ufficiali recenti dell'Fbi. Ecco come spiega il miglioramento il giudice della Corte Suprema Samuel Alito Jr: per essere sicuri, bisogna spendere soldi.

Alla fine però la Corte Suprema con questa decisione ha affermato che i diritti della dignità umana non finiscono con l'incarcerazione. Anche i detenuti rimangono esseri umani che dovrebbero riabilitarsi per rientrare nella società una volta pagato il giusto prezzo per il loro reato. Trattandoli senza i dovuti diritti umani non farà altro che aumentare la criminalità una volta che i detenuti saranno fuori e tutti continueremo a pagare i quarantaquattromila dollari annui necessari per mantenere un detenuto in prigione.

*Docente di lingue all'Allan Hancock College, Santa Maria, California

(dmaceri@gmail.com).

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