Analisi e commenti

California. Promuove un referendum per abolire la legge Amazon e la "sales tax"

di Domenico Maceri*

25-07-2011

"Amazon dovrebbe fare ciò che fanno tutti i commercianti in California invece di passare tempo a raccogliere firme". Parla il portavoce di Jerry Brown, governatore del Golden State, reagendo al fatto che Amazon, il gigante del commercio elettronico, sta lavorando per la raccolta di firme per un referendum sulla revoca della legge che obbliga i commercianti nel settore dell'Internet ad includere la "sales tax", la tassa sulle vendite.

Il mese scorso il Parlamento della California ha approvato una nuova legge che costringerà gli abitanti dello Stato che usano l'Internet per i loro acquisti a pagare la tassa come fanno quando comprano nei negozi regolari. Fino ad adesso i clienti dei negozi dell'Internet dovevano pagare le tasse sugli acquisti ma Amazon ed altri venditori del mondo virtuale non le raccoglievano. In California si tratta di un costo ulterione del 7,25 percento.

Amazon sostiene che la nuova legge sia "insostenibile" dato che secondo la Corte Suprema devono raccogliere le tasse sulle vendite soltanto i negozi che hanno una presenza "fisica", cioè edifici, dipendenti, magazzini, ecc. nello Stato. E in parte ha ragione. Ma Amazon, nonostante abbia la sua sede principale nello Stato di Washington, ha forti legami in California con i rivenditori dei suoi prodotti, i cosidetti "Associates", affiliati che indirizzano clienti al sito di Amazon dal quale ricevono poi una percentuale sulle vendite. Si calcola che il 40% delle vendite di Amazon avviene mediante gli affiliati.

Una volta approvata la legge in California, Amazon ha deciso di licenziare tutti i suoi affiliati nello Stato. Rimane però il fatto che il laboratorio che produce il Kindle, il popolare lettore di libri elettronici di Amazon, si trova in California.

Non raccogliendo le tasse sugli acquisti Amazon riduce i prezzi per gli acquirenti del 7,25 percento e ottiene un vantaggio commerciale se paragonato ad altri negozi. Per le casse del tesoro della California si tratta di una perdita di più di un miliardo di dollari annui se si sommano anche le vendite di Overstock.com ed altri rivenditori dell'Internet. Una perdita considerevole per lo Stato, considerando i problemi economici attuali.

Ma le perdite non influiscono solo sul Golden State. Si calcola che il 9% di tutti gli acquisti negli Stati Uniti avvengono mediante Internet, una cifra che continuerà ad aumentare. Più di undici miliardi annui sono dunque perduti dagli Stati americani per il fatto che le vendite nel mondo virtuale non includono la tassa sugli acquisti.

Con i suoi 38 milioni di cittadini, la California rappresenta il mercato più importante per Amazon. Il licenziamento dei suoi affiliati colpirà non solo i piccoli rivenditori ma anche Amazon. Ciononostante, l'azienda fondata da Jeff Bezos nel 1995, ha una buona reputazione con i suoi clienti per quanto riguarda il servizio.

L'idea di raccogliere firme per revocare la legge dello Stato farà però perdere clienti i quali vedranno in questa azione una forte arroganza ed inconsistenza. Le firme per i referendum vengono raccolte in generale da persone che si piazzano all'entrata di negozi i quali pagano le tasse sugli acquisti. Questi stessi negozi daranno il permesso ad Amazon per raccogliere le firme?

"Considerando il tasso di disoccupazione attuale dell'undici percento, bisogna stabilire una politica che incoraggi le aziende a rimanere nello Stato invece di mandarle via", sostiene Paul Misener, vicepresidente di Amazon. In ciò egli ripete il cliché repubblicano che le aziende vanno via da uno Stato per motivi fiscali. Ciononostante Amazon non ha abbandonato lo Stato di New York dove dal 2005 il gigante delle vendite al dettaglio raccoglie le tasse sugli acquisti che si aggirano sull'8,8 percento. Negli ultimi tre anni lo Stato di New York ha ricevuto più di 250 milioni di dollari con la "sales tax".

Quando il commercio via Internet era agli inizi, l'agevolazione fiscale era ragionevole per aiutare la nuova tecnologia. Ma adesso Amazon guadagna un sacco di quattrini. Dovrebbe accettare la nuova legge californiana ed essere grata per l'accesso al vasto mercato del Golden State.

*Docente di lingue all'Allan Hancock College, Santa Maria, California

(dmaceri@gmail.com).

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