Analisi e commenti

Obama torna alle radici. Ma l'aumento delle tasse ai ricchi è una mossa elettorale?

Di Domenico Maceri*

26-09-2011

"Non è lotta di classe. È matematica". Parla il presidente Barack Obama rispondendo all'accusa repubblicana che la sua proposta di aumentare le tasse ai milionari alimenta la guerra di classe. Obama ha annunciato che gli americani con reddito di oltre un milione di dollari dovranno pagare tasse più alte onde contribuire a ridurre il deficit. Obama ha anche minacciato di porre il veto a qualunque disegno di legge che includa solo tagli che ovviamente danneggerebbero i più poveri. Il presidente ha affermato che insistirà sul sacrificio condiviso. Tagli sì, ma anche aumenti alle casse del tesoro con imposte ai ricchi. Un messaggio alla supercommissione dei dodici parlamentari e senatori che devono trovare il compromesso per ridurre il deficit onde evitare i tagli automatici già approvati.

In effetti, Obama è ritornato alla sua proposta della campagna presidenziale del 2008 che coloro che hanno beneficiato economicamente negli ultimi anni devono contribuire di più. Ha battezzato la sua proposta la "Buffett rule", la regola di Buffett, facendo richiamo alla proposta dell'ultramiliardario. Buffett, infatti, in un recente articolo ha affermato che i ricchi come lui dovrebbero pagare di più e che in tempi recenti sono stati coccolati dal governo.

La reazione dei repubblicani era prevedibile. Gli aumenti delle tasse in un periodo di crisi economica non avranno un impatto positivo sulla riduzione della disoccupazione. Si punirebbero i "creatori dei posti di lavoro" secondo Paul Ryan, parlamentare del Wisconsin e leader della Commissione Bilancio della Camera. Per lui, il concetto di "guerra di classe" è utile politicamente ma non economicamente.

È interessante che i repubblicani abbiano cambiato la definizione dei milionari da benestanti a "creatori di lavoro". Difficile capire però perché questi creatori di lavoro non fanno il loro dovere considerando che negli Stati Uniti il tasso di disoccupazione è al 9,1. Difficile capire come con le tasse più alte nel passato l'economia andava meglio e i creatori di lavoro facevano meglio il loro dovere.

La realtà è che negli ultimi dieci anni i ricchi si sono arricchiti di più mentre l'economia ha sofferto e il tasso della povertà negli Stati Uniti è aumentato raggiungendo il 15% della popolazione.

Considerando la timidezza di Obama in tempi recenti nei suoi rapporti con i repubblicani, la proposta di aumentare le tasse ai ricchi è stata bene accolta dalla sinistra. Finalmente Obama è tornato alle sue radici. O forse no. La storia recente ci dice che Obama, nel suo tentativo di governare in modo bipartisan, alla fine cederà è concederà ai repubblicani tutto ciò che vogliono.

Secondo alcuni analisti la proposta di Obama sugli aumenti delle tasse ai ricchi non è altro che campagna politica perchè il Congresso, dominato dai repubblicani, non approverebbe mai aumenti delle tasse ai ricchi. Ciò che conta quindi è creare una netta separazione fra l'ideologia di destra e quella di sinistra. Spingendo i repubblicani a difendere i milionari Obama ha probabilmente trovato una carta vincente dato che mette le carte allo scoperto.

I sondaggi gli danno ragione. La maggioranza degli americani crede che il deficit andrebbe risolto con tagli ma anche mediante aumenti alle tasse. Politicamente dunque Obama si trova su un terreno solido. Poco importa se i repubblicani non approveranno la sua proposta. Il presidente potrà sempre accusare il Congresso di essere un buono a nulla come fece il presidente Truman nel 1948. La bassa popolarità del Congresso gli darebbe ragione. Nonostante i diminuiti consensi di Obama (43 per cento degli americani approvano), solo il 14 percento approva l'operato del Congresso.

Ma i repubblicani sanno manipolare i dati. Ripetono con frequenza che durante crisi economiche non si possono aumentare le tasse. Quando si possono aumentare le tasse? Durante i periodi di vacche grasse? No, dicono di nuovo i repubblicani.

Risolvendo la questione del deficit solo con tagli colpisce i più poveri, gli anziani, i bambini, e le donne single con figli. Nonostante la sua retorica di essere pro famiglie il Gop non fa altro che proteggere i ricchi a scapito delle classi più basse.

Sono le classi meno abbienti che Obama sembra avere deciso di difendere. Si vedrà se manterrà la promessa o cederà come ha fatto in grande misura fino ad oggi.

*Docente di lingue all'Allan Hancock College, Santa Maria, California

(dmaceri@gmail.com)

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