Giorno della Memoria. La cerimonia davanti al Consolato. Ricordare patrimonio dell'Italia
NEW YORK. Sotto un cielo plumbeo, nella ricorrenza del Holocaust Remembrance Day, si è svolta ieri la cerimonia di fronte al Consolato Generale per commemorare le vittime della Shoah con la lettura dei nomi di 8.900 ebrei italiani deportati.
La data del 27 gennaio è stata scelta dal Parlamento italiano nel 2000 per ricordare l'ingresso dell'esercito sovietico nel capo di sterminio di Auschwitz nel 1945 per liberare i sopravvissuti, e da allora altre nazioni europee hanno aderito, oltre alle Nazioni Unite che hanno adottato questa significativa giornata per non dimenticare.
L'iniziativa è promossa dal Consolato Generale, dal Centro Primo Levi, dall'Istituto di Cultura, dalla Casa Zerilli-Marimò presso la NYU, dal John Calandra Institute presso la CUNY, l'Italian Academy presso la Columbia University e la Scuola d'Italia "G.Marconi".
La commemorazione sul marciapiede di Park Avenue, intesa anche per combattere razzismo e discriminazione, è l'appuntamento più saliente della serie di eventi culturali che si svolgono in questi giorni.
La lettura dei nomi dei deportati ebrei italiani e dei suoi territori è proseguita per ore, ininterrottamente dalle 9 del mattino fino a pomeriggio inoltrato, accompagnata - per la prima volta quest'anno - da musicisti che hanno voluto aderire all'iniziativa.
È un momento solenne quello della lettura dei nomi per ognuno che vi partecipa personalmente, o che transita per caso sul marciapiede di Park Avenue, perché è un'opportunità per meditare, ricordando migliaia di vite umane cancellate.
Dal 2008 il Consolato Generale ha iniziato a dedicare il Giorno della Memoria alla Shoah e la tradizione è stata rispettata dal nuovo console generale Natalia Quintavalle.
"La cerimonia iniziata in sordina ha raccolto molte adesioni da varie personalità, ma anche da tantissima gente comune ed ha attirato l'attenzione dei passanti di Park Avenue normalmente abbastanza distratti, che si sono invece fermati a chiedere. Il Consolato, assieme alle altre istituzioni del Sistema Italia ha pensato di continuare la tradizione".
Il Console Generale definisce l'evento una "lezione universale il ricordo dell'Olocausto. Fa parte della nostra politica dei diritti umani, la tolleranza, il dialogo intereligioso, che sono dei pilastri della politica italiana".
Quest'anno il giorno internazionale del 27 gennaio è stato dedicato ai bambini. "È ancora più importante. Ci sono nomi di bambini nella nostra lista e chi li legge - osserva Quintavalle - ha un momento di commozione quando vede l'età".
Il chitarrista e arrangiatore Brandon Ross ha detto che non ci ha pensato su un istante quando è stato invitato, così come il compositore e conduttore Lawrence Morris, il musicista Avram Fefer, il chitarrista Marco Cappelli, il basso Bernd Klug e Mauro Pagani al violino che hanno creato la colonna sonora della commemorazione.
La scrittrice Elizabeth Bettina, autrice del libro "It Happened in Italy: Untold Stories of How People of Italy Defied the Horrors of the Holocaust", asserisce che è importante ricordare le vittime, ma anche gli eroi italiani che hanno salvato migliaia di ebrei rischiando la propria vita.
"Partecipo tutti gli anni all'iniziativa del Consolato Generale - aggiunge Bettina - perché è importante ricordare gli innocenti sterminati. Sono cresciuta in una zona dove vivono ebrei a Long Island e conosco persone i cui parenti sono stati ammazzati".
Gli italiani - sottolinea - si sono adoperati in mille modi per salvare gli ebrei ed è ampiamente testimoniato.
"Secondo il Museo dell'Olocausto e secondo gli storici - precisa - circa l'ottanta per cento degli ebrei italiani sono stati salvati, il venti per cento è stato deportato e oggi ricordiamo questo venti per cento".
Anche il console di Newark Andrea Barbaria ha partecipato alla lettura. "Per commemorare in maniera ancora più solenne il Giorno della Memoria", mentre presso la Rutger University si è svolta giovedì una conferenza con la presenza di un sopravvissuto al campo di concentramento di Auschwitz.
Joseph Scelsa, presidente del Museo Italoamericano di Little Italy, spiega che è importante per ricordare anche la nostra storia.
"Nel bene e nel male. Quello è stato un momento terribile nel mondo ed è imperativo che gli italiani e gli italoamericani ricordino le atrocità che sono avvenute. Volgio partecipare - conclude - con l'augurio che non possa mai più verificarsi".
Il direttore dell'Istituto Italiano di Cultura, Riccardo Viale spiega così il significato della giornata odierna. "Prima di tutto ricordare l'Olocausto nella capitale ebraica che è New York. Ricordare perché è importante e perché il ricordo è l'unico possibile antidoto a non cadere più negli stessi errori del passato. E poi- prosegue Viale -, conoscere anche che da quel momento è cambiata la storia dell'umanità".
Sono dozzine le persone che si susseguono nella lettura, oltre all'ambasciatore presso le Nazioni Unite Cesare Ragaglini, al nunzio apostolico all'Onu arcivescovo Francis Chullikat, a diplomatici di molti paesi sono intervenuti assieme a tanti rappresentanti dell'associazionismo dell'area metropolitana.
Tony DiPiazza, chairman della Associazione Culturale Italiana è venuto come in passato "per mantenere vivo il ricordo ed evitare che si possa ripetere".
Il commediografo Mario Fratti sostiene che neppure il più cinico degli scrittori avrebbe potuto immaginare tanto. "Sembrerebbe incredibile quello che è successo. Quando in Italia ascoltavamo la Voce dell'America alla radio che raccontava di queste atrocità, non ci credevamo. Sembrava impossibile essere giunti a questo estremo di crudeltà. Solo dopo ci siamo accorti che sono stati eliminati 30 milioni di sovietici, 6 milioni di ebrei e 2 milioni di omosessuali: un fatto inconcepibile che non deve esere cancellato dalla memoria".
Padre Robert Aufieri, napoletano - tiene a precisare - è venuto in rappresentanza del prossimo cardinale Thimoty Dolan.
"Credo che sia la solidarietà che la Chiesa vuole esprimere alla comunità italiana e al ruolo che ha avuto durante la guerra. Il cardinale si trova in Israele e ha chiesto a me di presenziare".
Anche per Daniel Nigro, chief del dipartimento dei vigili del fuoco l'11 settembre 2001, quello del 27 gennaio è divenuto un appuntamento fisso.
"Il FDNY ha adottato la frase non dimenticheremo mai e anche noi non dobbiamo mai dimenticare l'orrore dei demoni dello sterminio".
Geneive Brown Metzger, console generale di Jamaica spiega la sua presenza a Park Avenue "c'è una forte comunità ebraica in Jamaica, venuta durante il XVII secolo dal Portogallo. Oltre ad essere un diplomatico, sono anche una persona di fede e mi sento onorata di essere qui per questa commemorazione".
"La nostra deve diventare sempre di più la scuola della memoria. Solo chi ha memoria evita di ricadere nelle stesse gravi problematiche" sostiene Antonio Benetti responsabile del dipartimento scolastico del Consolato Generale.
Alla lettura dei nomi dei deportati hanno preso parte gli studenti della Park East School con il rabbino Schneier e quelli della Scuola d'Italia guidati dalla preside Anna Fiore.
11-02-2012
Una piazza d'Italia nel Queens
07-02-2012












