La comunità

Gli studenti dello IACE visitano il salone della Ferrari

Di Riccardo Chioni

25-04-2012

Una lezione fuori dal comune per due scolaresche del Bronx e di Palisade Park nel New Jersey che ieri hanno fatto visita al salone Ferrari a Park Avenue per toccare con mano la tecnologia italiana su quattro ruote che tutti sognano di guidare.

A portare gli studenti che seguono i corsi di italiano nelle scuole della circoscrizione consolare della Tri-state-area è stato l'Italian American Committee on Education che dopo la cucina e l'opera ha voluto presentare l'alta tecnologia italiana agli studenti che stanno imparando la lingua di Dante.

"Quello che stiamo facendo - ha spiegato il presidente dello Iace, Berardo Paradiso - è di avvicinare gli studenti alla lingua sotto diverse forme. Ci siamo resi conto che bisognava renderla cool".

Anche se lo Iace è passato sotto il taglione dei fondi dello Stato italiano, l'ente ha re-inventato una strategia per rendere l'italiano appetibile.

"Con questo programma portiamo i ragazzi all'opera, in cucina e all'alta tecnologia per rendere la lingua più attraente. Quest'anno - ha spiegato Paradiso - abbiamo creato un legame con Eataly e con l'International Culinary Institute dove abbiamo già portato mille studenti, all'opera ne abbiamo portato duemila e, oggi con la Ferrari, facciamo questa prova pilota per portare al salone Ferrari circa ottocento studenti quest'anno".

Gli occhi di tutti i ragazzi sono puntati su quel Cavallino Rampante su fondo giallo che è sinonimo di corse, di gloriose vittorie, colpevole di avere fatto sognare milioni di persone.

Sono a dir poco elettrizzati dall'idea di poter assemblare un modello virtuale a loro piacimento sciegliendo tra il pellame e gli accessori, per vedere sullo schermo il loro prodotto finito sotto la guida di Francesca Xella, manager del salone.

Il presidente dello Iace ha spiegato che si tratta di un progetto a lungo termine studiato con ambasciata e consolato, inteso a seminare e avvicinare i giovani alla nostra cultura.

"Bisogna iniziare presto per allevare i giovani e portarli a interessarsi alla nostra cultura, alla lingua e anche ai prodotti del Made in Italy. Ed è quello che stiamo facendo: stiamo seminando questo amore per l'Italia, per la cultura. E credo che la tecnologia sia senz'altro uno dei settori molto importanti perché il 40 per cento delle nostre esportazioni è alta tecnologia" ha sottolineato Paradiso.

Mentre il Bronx è arrivato con una delegazione di studenti della St. Raymond's High School for Boys, il New Jersey ha portato a Midtown anche alcune ragazze, non meno interessate ai motori dei loro compagni.

"I ragazzi del Bronx vengono da una scuola molto meritocratica - ha spiegato il presidente dello Iace -, per arrivarci hanno superato già molti test. Abbiamo voluto scegliere un gruppo di ragazzi che avessero già una infarinatura, mentre la scelta nel New Jersey è stata più orientata etnicamente alla comunità italiana".

Il programma Iace si sta espandendo in maniera esponenziale e il presidente prevede che per il prossimo anno saranno il doppio i ragazzi che potranno fruire dei corsi di italiano.

"Come risultato abbiamo che la lingua italiana ha superato il francese nelle scuole, abbiamo un sacco di iscrizioni e credo che con un minimo di investimento da parte nostra, ma soprattutto con delle idee nuove, riusciremo ad avere molti più studenti della concorrenza che cerca di imitarci nelle iniziative" ha osservato Paradiso.

Attualmente partecipano ai corsi Iace - ente fondato 35 anni fa - circa 42 mila studenti e soltanto negli ultimi anni i ragazzi sono quintuplicati.

Il dirigente scolastico presso il Consolato Generale, Antonio Benetti è certo che le idee innovative raccoglieranno successo.

"Lo scopo è di realizzare degli eventi che possano far capire come possa essere importante la lingua italiana non solo per l'aggancio culturale che ha, ma anche proprio per l'utilità che può avere nel futuro di questi ragazzi".

Benelli sui tagli ai fondi destinati allo studio ha così commentato. "Diciamo che a fronte della situazione italiana che tutti conoscono e quindi la difficoltà di mantenere gli stessi livelli di finanziamento, l'attività nel mondo sostenuta con fondi del governo italiano è diminuita del 50 per cento, però in funzione del fatto che lo Iace sta finalmente sviluppando gli obiettivi strategici definiti dal ministero degli Esteri in questo settore, realizzando un numero elevatissimo di corsi all'interno delle scuole pubbliche, diciamo che nei tagli non è stato penalizzato come altri enti".

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