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Anticipi di Serie A. Juve: più facile del previsto

22-11-2014

 

L'aggancio della Roma alla Juve in vetta alla serie dura nemmeno due ore. All'Olimpico i bianconeri impongono alla Lazio la legge del più forte e battono la squadra di Pioli in modo più agevole del previsto, con uno 0-3 che non ammette discussioni e li riporta a +3 sulla principale inseguitrice. Anche nel calcio, che pure a volte riserva sorprese, succede che alla fine vinca il più forte e il significato di questa partita è proprio questo: ha vinto la squadra migliore.

E poi nella Juventus giocano due calciatori che in campo fanno la differenza e, in un torneo come quello italiano, sono in grado di vincere le partite quasi da soli. Uno è Tevez, a segno anche ieri per il suo nono gol in 11 partite disputate in campionato, l'altro è Pogba che ha tutto per diventare un fuoriclasse, se già non lo è. In questa serata romana il francese è stato favorito dalle leggerezze di una difesa laziale non certo impeccabile (in particolare con Cana) e penalizzata dalle assenze, ma oltre a segnare ha colpito un palo nel primo tempo con una bella conclusione 'a giro' e ha dato spettacolo. Quindi ha brillato per meriti propri.

Se a ciò si aggiunge che la Juve ha avuto il solito contributo di classe e passaggi indovinati dal Maestro Pirlo e che Marchisio è apparso in forma smagliante, si capisce bene che non poteva esserci partita, e così è stato nonostante l'impegno di un Candreva che non si è mai dato per vinto, forse perché stimolato dal confronto diretto con la sua ex squadra.

E a proposito di Candreva, l'unica nota stonata della serata juventina sono state le incertezze di Buffon su due punizioni del n.87 dei biancocelesti, in cui il portiere non è riuscito a trattenere il pallone. Avrebbero potuto esserci conseguenze pericolose se la difesa juventina non avesse ovviato in qualche modo, ma per il Gigi nazionale sono stati nuovi segnali negativi dopo il gol incassato in azzurro a Milano contro la Croazia. Onestà vuole comunque che si dica che Buffon è stato protagonista anche in positivo con due belle parate, nella ripresa, su conclusioni di Candreva e Felipe Anderson, quest'ultima da distanza ravvicinata dopo un bel guizzo del brasiliano. Il match è durato 25 minuti, ovvero fino a quando la Juve ha segnato la prima rete con Pogba, che ha sfruttato al meglio una fulminea ripartenza e poi l'assist dell'inarrestabile Tevez. Da quel momento in poi il pallino del gioco l'hanno avuto in mano quasi sempre gli uomini di Allegri, e la Lazio è apparsa incapace di incidere in avanti, dove Klose non ha ripagato la fiducia di Pioli che l'aveva preferito a Djordjevic.

La rete del raddoppio al 10' st ha chiuso la partita: con un altro rapido contropiede, Marchisio ha seminato gli avversari e poi ha servito a Tevez il pallone del 2-0. Prima del terzo gol degli ospiti c'è stato solo un tentativo di Candreva con il tiro parato di Buffon, ma poi un'azione Pirlo-Pereyra-Pogba ha assestato a una Lazio ormai groggy il colpo del ko, e sullo 0-3 sono cominciati i canti di scherno della folta rappresentanza di tifosi bianconeri all'indirizzo dei sostenitori rivali.

Era una Lazio troppo debole per poter reggere il confronto con una Juve alla quale stavolta la sosta sembra aver fatto bene. Adesso per Allegri l'importante è che il trend positivo continui: alle viste c'è una trasferta a Malmoe che si annuncia decisiva in chiave qualificazione agli ottavi di Champions, e non è detto che l'Europa sia terra di conquista come il campionato italiano.

 

La Roma soffre ma rimonta e vince

 

 

 

 

La Roma esce vincitrice da una serata difficile a Bergamo grazie a due lampi di Ljajic e Nainggolan. Ma l'Atalanta avrebbe probabilmente meritato di più, in virtù del vantaggio iniziale e di una palla gol non sfruttata da Moralez nella ripresa. I giallorossi sono stati però bravi ad adeguarsi al clima di corrida, eliminando i fronzoli e stringendo i denti quando è stato necessario, a volte senza disdegnare l'uso delle maniere forti, come dimos-trano i quattro gialli rimediati.

Come raramente capita, la Roma nella ripresa ha giocato quasi sempre nella sua metà campo, subendo l'iniziativa atalantina. Bergamo del resto è sempre stato un terreno difficile da conquistare per i giallorossi: essere usciti con tre punti in tasca non è comunque un'impresa da disprezzare, anche alla luce delle difficoltà incontrare finora in trasferta.

Colantuono rispolvera a sorpresa capitan Bellini e punta sul collaudato 4-4-1-1, con il folletto Gomez largo a sinistra per tentare di aprire una breccia nella retroguardia giallorossa. Come previsto, Garcia tiene nel cassetto Gervinho e dà fiducia a Iturbe. Davanti c'è Destro, in difesa Cole vince il ballottaggio con Hole-bas. Si rivela subito una mossa infelice. Forse abbagliato dalla luccicante coreografia dei tifosi bergamaschi, dopo pochi secondi il lentissimo inglese si fa aggirare da Raimondi, che serve dietro Moralez. L'argentino non spreca l'occasione e scarica sotto l'incrocio la palla dell'1-0.

Gli ultras romanisti non gradiscono e iniziano a lanciare petardi e fumogeni verso i bergamaschi. La tensione sale e la polizia si schiera sotto i due settori. Nel frattempo la Roma va in confusione e rischia il colpo del ko: la botta di Baselli centra la traversa. Scampato il pericolo, i giallorossi pareggiano al 22' con un'azione personale di Ljajic, bravo a rientrare e a mettere la palla nell'angolino lontano. E al 42' arriva il raddoppio. Nainggolan sradica un pallone dai piedi di Carmona, scambia con Ljajic e poi mette dentro.

L'Atalanta reagisce ad inizio ripresa, la Roma si chiude senza badare troppo all'estetica: Pjanic e Astori usano le cattive e si beccano il giallo. C'è bisogno di maggior sos-tanza e allora Garcia sostituisce l'impalpabile Iturbe con Florenzi. Al 70' Garcia torna a sudar freddo: Moralez ruba palla al distratto Manolas ma poi, solo davanti a De Sanctis, mette incredibilmente fuori.

Colantuono si gioca le ultime carte, dentro Boakye e Bianchi. L'assalto finale però non produce altri pericoli. I romanisti soffrono e usano anche le maniere forti, fioccano i cartellini gialli. Ma il rosso scatta nel finale per Boakye, che si fa sfuggire una parola di troppo. Colantuono scatta in campo al fischio finale per protestare con Massa. Negli spogliatoi dirà di non averne apprezzato la gestione di gara. All'Atalanta resta la sensazione di aver sprecato un'oc-casione, la Roma si porta a casa più di quanto forse avrebbe meritato.

 

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