Dall'Italia

Sconcerto in Vaticano. Sul Giubileo le mani della politica

18-03-2015

 

CITTÀ DEL VATICANO. Non è piaciuta in Vaticano la polemica politica che si è scatenata attorno al Giubileo straordinario della misericordia indetto da papa Francesco a partire dal prossimo 8 dicembre. Se è vero che l'annuncio del Papa era in larga parte inatteso e comporta una programmazione in tempi stretti per accogliere le grandi masse di pellegrini in arrivo, Oltretevere si è guardato con stupore e sconcerto alla ridda di prese di posizione in campo politico divampate attorno a un appuntamento che il Papa ha concepito puramente in una dimensione spirituale e di fede.

"Queste discussioni non ci riguardano", liquidano in Vaticano l'acceso confronto tra chi vuole un commissario ad hoc e chi invece ritiene che l'evento vada gestito con le strutture esistenti. Anche le stime sui costi che in questi giorni si sono rincorse oscillando tra i 400 milioni di euro e il miliardo e oltre vengono ritenute "esagerate" in ragione anche del fatto che, viene ribadito, questo Anno santo straordinario avrà un carattere fortemente decentrato con iniziative, non solo a Roma, ma in tutte le diocesi.

C'è molta prudenza anche nelle previsioni sul numero di pellegrini. Più che fare il confronto con il Giubileo del 2000 in cui i fedeli giunti a Roma sono stati all'incirca 25 milioni, in Vaticano al momento si ragiona più che altro guardando al recente Anno della Fede che ha fatto convergere nella Capitale circa 8 milioni di pellegrini. Ma quel che più dispiace Oltretevere, si apprende da fonti informate, è proprio il fatto che un evento pensato dal Papa esclusivamente in termini di "rinnovamento spirituale" e che vuole marcare profondamente l'impostazione del pontificato sotto il segno della misericordia e dell'accoglienza possa anche lontanamente trasformarsi in un'occasione di scontro politico su questioni come quelle dei soldi, delle opere ritenute necessarie, persino degli appalti.

Del resto, fin dal primo giorno dopo l'annuncio di papa Francesco, il 'regista' del prossimo giubileo, mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova evangelizzazione, aveva chiarito che al Vaticano "non interessa il business ma esprimere segni concreti di misericordia". Allo stato attuale, inoltre, in Vaticano ripetono che il programma a cui si è cominciato a lavorare è in una primissima fase di stesura. Si attende infatti il 12 aprile, quando verrà letta la bolla papale di indizione, per avere un quadro definitivo su come si svolgerà il Giubileo.

Sarà in quel momento che gli eventi connessi cominceranno ad essere definiti e organizzati nel dettaglio e la collaborazione Italia-Vaticano partirà a tutti gli effetti in sede di commissioni bilaterali. Oggi il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha avuto un primo colloquio con mons. Fisichella in vista di un primo incontro. Oltretevere si è quindi pronti ala collaborazione. Resta il fatto che non è stata per nulla gradita la rissa scoppiata subito dopo l'annuncio papale che sembrava voler paventare il Giubileo come l'ennesima, costosa emergenza. Una interpretazione che non corrisponde affatto allo spirito di povertà e sobrietà del pontificato di Francesco.

 

Il palinsesto di oggi