Dall'Italia

Il Papa ai vescovi: "Avvicinarsi a chi si allontana"

11-09-2015

 

CITTA' DEL VATICANO. A passi decisi verso il sinodo, con un occhio alle famiglie ferite; alla necessità del perdono, anche tra cristiani; al dovere dei vescovi di andare incontro ai "lontani" e a quei battezzati che si sono allontanati dalla Chiesa. Questo il filo conduttore degli interventi di ieri di papa Francesco, nella udienza ai gruppi di spiritualità familiare "Equipe Notre-Dame", in quella ai nuovi vescovi ordinati quest'anno e nella messa a Santa Marta.

Una coppia felice può capire la sofferenza di un matrimonio fallito, e aiutare chi ha fallito a partecipare comunque alla vita della Chiesa, ha detto papa Francesco ai circa 400 di "Equipe Notre-Dame", movimento di spiritualità coniugale nato in Francia nel 1938. Nella messa a Santa Marta, riflettendo sulle guerre che sono anche "nelle nostre comunità cristiane", ha ricordato che per fare la pace occorre perdonare, nei fatti, e non a parole. E ha citato "quella bella canzone di Mina - ha detto - che credo cantasse ‘parole, parole'".

Ancora più interessante in vista del sinodo, il discorso ai nuovi vescovi, sia per l'uditorio - i nuovi pastori da lui scelti quest'anno - sia per le richieste esplicita di rivolgere attenzione ai lontani, e che questo "orizzonte, prevalga nel vostro sguardo di pastori nell'imminente anno giubilare della Misericordia che ci apprestiamo a celebrare".

Nella udienza ai nuovi vescovi papa Bergoglio ha offerto anche una serie di immagini forti, a tratti poetiche, sul ruolo del pastore rispetto al popolo. "Non risparmiate energie per accompagnarli nella salita. - ha detto a proposito di chi fa parte della Chiesa - Non lasciate che si rassegnino alla pianura. Rimuovete con delicatezza e cura la cera che lentamente si deposita negli orecchi impedendo loro di ascoltare Dio".

A proposito di quanti si sono allontanati dalla Chiesa, "non pochi - ricorda - sono usciti sbattendo la porta, rinfacciandoci le nostre debolezze e cercando, senza riuscire del tutto, di convincersi che si erano lasciati ingannare da speranze alla fine smentite", Bergoglio chiede ai pastori di esser "vescovi capaci di intercettare il loro cammino", e di non scandalizzarsi "dei loro dolori o delle loro delusioni".

L'insistenza sulla prossimità alle persone e alla vita concreta del popolo cristiano, sulla misericordia, sul perdono da darsi reciprocamente anche tra cristiani, si ricollega alle varie prese di posizione papali, anche nelle udienze generali degli ultimi mesi, dedicate alla famiglia. E fa pensare alle tensioni che hanno contraddistinto il sinodo dei vescovi dello scorso anno, primo dei due dedicati alla famiglia, tensioni abilmente governate dal Papa, che le ha fatte emergere e ha chiesto di parlare con la franchezza del Vangelo, di fatto ricomponendone alcune.

Papa Francesco ha preso molto sul serio il dibattito sinodale, come dimostra il motu proprio con cui ha riformato la dichiarazione di nullità delle nozze, che ha recepito molti suggerimenti del sinodo dello scorso anno e mette un punto fermo giuridico a uno degli aspetti più sensibili delle tematiche familiari, la situazione dei divorziati risposati. Nel cammino di avvicinamento al sinodo, in piena sintonia con papa Bergoglio, si colloca l'intervista concessa a Civiltà cattolica dall'arcivescovo di Vienna, Christoph Schoenborn, uno dei protagonisti del sinodo dello scorso anno, fine teologo, pastore di una grande diocesi della vecchia Europa, figlio e nipote di divorziati. Da tenere presente la sua analisi sul rapporto tra Chiesa e "irregolari", e sulla "vera fede" che Gesù riscontrò "al di fuori del popolo eletto".

(giovanna.chirri@ansa.it)

 

 

Il problema dei rifugiati al centro dei colloqui con Obama

 

Di Ugo Caltagirone

 

NEW YORK. Barack Obama si appresta a ricevere papa Francesco con tutti gli onori del caso. Anzi, La Casa Bianca è pronta a dedicare al Pontefice un trattamento che difficilmente viene riservato ad altri leader mondiali. A partire dal giorno dell'arrivo di Bergoglio, quando il presidente americano e la first lady Michelle lo andranno ad accogliere personalmente alla base di Andrews. Sulla pista alle porte di Washington, dove solitamente atterra e decolla l'Air Force One, giungerà il volo papale, il prossimo 22 settembre.

La coppia presidenziale sarà lì e - sottolineano i media americani - è un fatto abbastanza raro. "Non è una cosa necessaria o di routine per il presidente andare ad accogliere un leader all'arrivo", conferma un portavoce della Casa Bianca. Anche se c'è un precedente: quello di George W.Bush che nel 2008 si recò alla Joint Base Andrews per ricevere papa Benedetto. Il giorno dopo, il 23 settembre, papa Francesco diventerà il terzo Pontefice della storia ad essere ricevuto alla Casa Bianca. Come sarà il primo in assoluto a tenere un discorso davanti al Congresso americano riunito in seduta plenaria.

Una visita storica, dunque, che precede le tappe di New York e di Filadelfia, dove il Pontefice interverrà rispettivamente all'Assemblea generale dell'Onu e all'Incontro mondiale delle Famiglie. Al centro dei colloqui col presidente Obama - fa sapere la Casa Bianca - innanzitutto l'emergenza rifugiati esplosa in tutta la sua drammaticità in Europa, ma che riguarda anche altre regioni del mondo.

"Proseguiranno il dialogo avviato nel marzo 2014 (quando Obama fu ricevuto in Vaticano, ndr) sui valori da loro condivisi e su una serie di impegni ad ampio raggio", spiega la Casa Bianca, che da un quadro dei temi in agenda: l'assistenza agli emarginati e ai più poveri nel mondo, l'aumento delle opportunità economiche per tutti, lotta alle diseguaglianze sociali e fondate sulla differenza di reddito, protezione dell'ambiente come priorità assoluta. E poi, appunto, "accoglienza e integrazione degli immigrati e dei rifugiati nelle nostre comunità", sottolinea ancora la Casa Bianca.

Certo, ci sono poi anche le questioni sulle quali Obama e papa Francesco sono in contrasto, come quella delle nozze gay o il diritto all'aborto e la contraccezione: temi che hanno spesso messo il presidente Usa in rotta di collisione con i vertici della Chiesa cattolica americana. Ma la stima tra i due leader è enorme e non intaccata dalle differenze su argomenti pur delicati.

Stima e ammirazione che più volte Obama non ha mancato di sottolineare. Come quando in un'intervista del 2014 si disse "impressionato" per le parole di Bergoglio che invocava un forte cambiamento nella Chiesa e apriva proprio su questioni come i diritti dei gay e l'aborto.

 

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