Dall'Italia

Parte il Giubileo di papa Francesco

07-12-2015

 

REGGIO CALABRIA. Sono stati strappati al mare, a bordo di imbarcazioni al limite della galleggiabilità, dalle navi militari che continuano a pattugliare il Canale di Sicilia sotto il coordinamento della centrale operativa della Guardia costiera e ieri, finalmente, hanno potuto toccare nuovamente terra. Sono i 906 migranti di varie nazionalità, sbarcati nel porto di Reggio Calabria dalla nave della guardia costiera norvegese 'Siem Pilot'. 

Un arrivo giunto nella giornata in cui sono proseguiti gli interventi di soccorso - 300 i migranti salvati, a bordo di tre gommoni - e nella quale papa Francesco ha lanciato l'appello "ad aprire il cuore alla misericordia e al perdono. Non è facile perdonare queste stragi", ha detto in video-collegamento con Assisi dove l'albero e il presepe, nella piazza della Basilica di san Francesco, sono dedicati ai migranti.

Il Pontefice ha anche rivolto il suo "grazie di cuore" alla Guardia Costiera, fatta di "donne e uomini bravi" che sono "strumento della speranza" e "seminatori di speranza". 

Il Papa ha rivolto il ringraziamento anche a quanti "in questa terra italiana hanno generosamente" accolto i migranti sottolineando come il sud del Paese "è stato un esempio di solidarietà per tutto il mondo". 

Infine, riprendendo la parola del profeta, si è rivolto ai rifugiati per dire loro di "alzare la testa" perché "il Signore è vicino. E' con Lui la forza, la salvezza e la speranza. Il cuore forse è addolorato - ha detto Papa Francesco - ma testa alta nella speranza del Signore". 

Quella speranza che ha spinto anche i migranti sbarcati ieri a Reggio Calabria ad intraprendere un viaggio lungo e pericoloso per sfuggire a guerre, carestie e povertà. 

Nel gruppo ci sono anche alcuni siriani, ma la stragrande maggioranza proviene dai paesi del centro Africa. Appena scesi, i 715 uomini, 168 donne - 10 incinte - e 23 minori, tra i quali un neonato di circa due mesi di vita, sono stati accolti dal dispositivo predisposto dal prefetto di Reggio Calabria Claudio Sammartino e sottoposti ad una prima visita medica. 

Tra i migranti sono stati individuati almeno 300 casi di scabbia e sei sospetti casi di malaria. Per fronteggiare la situazione, l'apparato di soccorso ha predisposto una struttura speciale per il primo intervento fornita dalla Protezione civile regionale. Si tratta di una tenda pressurizzata con docce all'interno per trattamenti epidermici. 

Tutti i migranti, una volta a terra, sono stati fatti passare nella struttura, i loro vestisti gettati come rifiuti speciali e poi forniti di nuovi capi di abbigliamento. Per alcuni migranti è stato necessario il ricorso all'ospedale per delle fratture dovute ad incidenti durante il lungo viaggio dall'Africa o forse anche alle botte ricevute dai mercanti di uomini che si arricchiscono sui viaggi della speranza di migliaia di disperati.

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