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Serie A. Il Napoli capolista dura poco

07-12-2015

 

E DIRE CHE Maurizio Sarri aveva provato, con tutta la pretattica del caso, a mettere in guardia i suoi da questa prima trasferta dalla vetta solitaria della Serie A. Sarà stato l'appagamento, la settimana di complimenti, o l'umidità del Dall'Ara con la nebbia a incombere sul campo per 90 minuti ma il Napoli è crollato davanti a un Bologna che da Mirante a Destro ha giocato la miglior partita della stagione. Almeno fino all'87', quando l'appagamento ha rischiato di compromettere, dall'altro lato, il capolavoro di Donadoni: 3-2 e primo posto riconsegnato all'Inter. 

Se dallo scontro tra punte tutto argentino del San Paolo tra Icardi e Higuain ne era uscito trionfatore il secondo, in Emilia la competizione con il capocannoniere accende Mattia Destro che con un gol per tempo stordisce e poi stende il Napoli. 

Higuain si sveglia tardi. All'87', quando con un bell'esterno in area realizza mestamente il 13/o centro stagionale. E due minuti più tardi: con il gol numero 14. Utile più per il morale, che per una partita ormai finita. 

In mezzo, c'è spazio per il colpo di testa di Rossettini che nel primo tempo aveva dato stabilità a un vantaggio diventato via via sempre più meritato con il passare dei minuti. 

L'inizio aveva dato l'impressione di un copione diverso. O meglio, dello stesso copione delle ultime partite. Tra passaggi filtranti, sovrapposizioni, attaccanti esterni liberi di mostrare l'abilità di Mirante. Bravo su Callejon (ma lo spagnolo poteva far meglio solo in area) e su Insigne di testa. Ma dal primo momento di pressione costante del Napoli nasce il primo gol di destro. Lancio lungo di Diawara, Destro (che parte forse con un piede in fuorigioco) si infila tra i due centrali (non perfetti) e batte Reina. 

Il Napoli prova a riprendere in mano il gioco. Ma il centrocampo non dà mai l'impressione di avere il pieno controllo delle operazioni. I rossoblù pressano. E quando al 20' il Bologna riparte e guadagna un angolo su un'altra indecisione del Napoli, Rossettini solo in area fa di testa il 2 a 0. 

Questa volta la capolista fa più fatica a riprendersi. Si deve arrivare alla mezzora per le prime occasioni: colpo di testa di Hamsik a liberare Insigne che solissimo non angola. Bravo Mirante a bloccare. Al 35esimo Callejon ancora in area tira, Oikonomou devia, Mirante bravissimo devia sul palo. 

Dopo l'intervallo sembra un Napoli in grado di poter riaprire la partita. Prima una bella incursione di Hamsik, palla a Higuain che da dentro l'area sparacchia alto. Poi è Allan a sfondare al centro: il suo tiro è fuori poco. Una reazione che dura un quarto d'ora. Condita, comunque, da errori di disimpegno e difficoltà a gestire il centro del campo. 

Al terzo gol di Destro (Hamsik, prova a recuperare ripiegando e finisce per lanciarlo - riassunto di una partita di volontà e disordine. Reina non chiude il suo palo ed è gol) il Napoli scompare. Si ritrova quando è ormai tardi. Due gol del Pipita, solo per rendere un pò meno dura da buttar giù la sconfitta. 

 

Il Milan non ingrana

 

FINISCE 0-0 il posticipo del Braglia di Modena tra Carpi e Milan. Un risultato che frena la rincorsa dei rossoneri verso la zona Champions (ora distante 7 punti) ma che rispecchia fedelmente l'andamento di una gara vivace, ben interpretata dagli emiliani. 

Dopo la vittoria ai supplementari in Coppa Italia col Crotone i rossoneri non brillano neanche contro il Carpi, confermando le grosse difficoltà di realizzazione e anche di non aver ancora superato i problemi di gioco e personalità che lo affliggono da inizio stagione. Il Carpi resta penultimo a -5 dalla salvezza, ma conquista un pareggio importante per il morale e dopo la vittoria sul Genoa e in Coppa Italia allunga a tre la striscia di risultati utili consecutivi. 

È un primo tempo vivace, coi padroni di casa che cominciano meglio del Milan e all'8' 8 si rendono pericolosi con un tiro di Cofie dopo l'avanzata di Borriello sulla destra. Proprio l'ex di turno, poi, tre minuti dopo prova un mancino da posizione defilata ma non ha fortuna. Al 13' è sempre il Carpi a rendersi pericoloso, grazie a una bella conclusione da fuori di Lollo su cui vola miracolosamente Donnarumma. 

Il primo squillo del Milan, invece, arriva solo al 17', quando Cerci, ben imbeccato da Montolivo, aspetta troppo davanti a Belec facendosi rimontare. L'undici di Mihajlovic acquista un pò di fiducia, ma i tentativi di Niang e di Cerci non sortiscono l'effetto sperato. Al 41' si riaffaccia in avanti il Carpi, che recrimina su un presunto rigore non fischiato a Lasagna sull'uscita di Donnarumma. L'ultimo assalto è dei rossoneri, che però sprecano un buon contropiede 3 contro 2 con un fuorigioco. 

Ripresa decisamente più spenta ed è ancora una volta la squadra di Castori a premere per prima il piede sull'acceleratore, con un bel lancio d'esterno di Borriello che però Lasagna spreca calciando alle stelle. Mihajlovic cambia in attacco inserendo Luiz Adriano al posto di un fischiatissimo Cerci, ma l'impatto del numero 9 non è dei migliori. Bonaventura e Niang provano a colpire da punizione, ma in entrambi i casi le conclusioni hanno scarso successo. 

Al 40' il Milan ha l'occasione più ghiotta: Belec compie un miracolo sul colpo di testa di Alex e le successive ribattute dei rossoneri trovano sempre un'opposizione. Dopo tre minuti di recupero Irrati fa calare il sipario e al Braglia termina 0-0.

PASSO INDIETRO

"Nel primo tempo potevamo fare meglio, ma nel secondo abbiamo fatto bene e meritavamo di vincere. Loro si sono chiusi, hanno i loro meriti in particolare il portiere. Serviva un'invenzione di un attaccante o comunque dovevamo essere più intraprendenti e cattivi sotto porta. Ci abbiamo provato in tutte le maniere, sono due punti buttati via" ha detto Mihajlovic a fine gara. 

"Dovevamo vincere e purtroppo non ci siamo riusciti, peccato - ha proseguito il tecnico -, ma ora dobbiamo pensare alla prossima partita, che sarà altrettanto difficile. Non sono arrabbiato, sono dispiaciuto perché dovevamo vincere: c'è mancata cattiveria e intraprendenza."Rispetto alla partita scorsa - ha ammesso il serbo - c'è stato un passo indietro, ma era anche un match diverso: lì siamo stati bravi a sbloccarla, mentre qui non ci siamo riusciti e il giudizio cambia. Ma i ragazzi ci hanno provato".

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