Dagli USA

Usa 2016. Bill scende in campo per Hillary

05-01-2016

 

WASHINGTON. Pacato, misurato. Ma di certo appassionato. L'ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton sceglie con cura il tono con cui entrare ufficialmente nella campagna elettorale della moglie Hillary, che vuole tornare alla Casa Bianca, ma questa volta non da first lady. 

Schivando i più recenti feroci attacchi di Donald Trump pur senza mai citarlo direttamente, Bill offre l'endorsement più sentito, politico e personale, descrivendo l'ex first lady come colei che ha il piano migliore per ripristinare une "ampia prosperità condivisa" in America. "Non credo di aver visto nella mia vita nessuno correre per questo posto in un momento così importante che fosse più qualificato, per conoscenza, esperienza e temperamento", ha detto Bill Clinton intervenendo in New Hampshire, Stato cruciale perchè tra quelli che danno il via alle primarie e spesso indicano la tendenza. 

Bill l'asso nella manica di Hillary? Non è così scontato. E' chiaro tuttavia che l'esordio dell'ex presidente è tutto volto a fare presa su chi di quegli anni '90 dorati della presidenza Clinton ha nostalgia. Così Bill non ha mancato di fare leva sulla sua eredità, la sua stessa presenza sul palco ne è testimone, nonostante la voce più fioca e forse con il vantaggio di una fase nuova della sua vita: "Sono un nonno felice, non sono arrabbiato con nessuno", ha sottolineato infatti il potenziale ‘first husband' e ora anche ‘first grandfather'. 

Il riferimento è chiaro: Bill Clinton non cita mai Donald Trump, ma risponde così a quella ‘rabbia' imputata al candidato del fronte repubblicano, che solo qualche ora prima era tornato ad attaccare Hillary evocando i passati scandali sessuali del marito (su Twitter lo ha definito "un depravato"). A dare man forte al candidato repubblicano una parlamentare del New Hampshire, che con analoghe argomentazioni ha interrotto più volte Hillary durante un suo intervento pubblico, riportando l'argomento all'attenzione dell'opinione pubblica. 

Tirano dritto i Clinton. Bill ricorda l'incontro con Hillary quasi 45 anni fa: "Pensai che era la persona più straordinaria", e continua: "migliorava ogni cosa che toccava", prima di elencare successo dopo successo, impegno dopo impegno, da giovane avvocato a first lady a segretario di Stato. Non parla mai della ‘questione femminile', non cade nella trappola tesa da Trump, ma parte al contrattacco, cita esempi di musulmani eroici e mette in guardia: "Che lo crediate o no, i candidati dicono quello in cui credono. E quindi dovete prenderli sul serio". 

Non un caso, proprio ieri che in tv è comparso il primo spot elettorale firmato Donald Trump: si apre con immagini di Barack Obama e Hillary Clinton, si chiude con la promessa di fare "l'America nuovamente grande", in mezzo i punti più controversi della campagna del miliardario di New York, tutti ribaditi con forza tornando a sottolineare da una parte la proposta di uno stop all'ingresso di tutti i musulmani negli Stati Uniti e dall'altra la necessità di costruire un muro alla frontiera con il Messico. 

 

 

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