La politica

Italia-Iran. Prove di dialogo tra Renzi e Rohani

26-01-2016

Contratti miliardari, accordi bilaterali, ma anche il comune impegno nella lotta al terrorismo dell'Isis. Il presidente iraniano Hassan Rohani arriva a Roma, accompagnato da una scorta di 45 persone e accolto dalle massime autorità dello Stato, per una visita - prevista a novembre ma poi rimandata per gli attentati di Parigi - definita "storica".

ROMA. Contratti miliardari, accordi bilaterali, ma anche il comune impegno nella lotta al terrorismo dell'Isis. Il presidente iraniano Hassan Rohani arriva a Roma, accompagnato da una scorta di 45 persone e accolto dalle massime autorità dello Stato, per una visita - prevista a novembre ma poi rimandata per gli attentati di Parigi - definita "storica". È infatti la prima in Europa all'indomani del rientro di Teheran nel consesso della comunità internazionale e da protagonista in molti dossier, grazie all'accordo sul nucleare che lo stesso Rohani giudica "un miracolo politico". 

Una visita sulla quale però non mancano le polemiche per l'accoglienza riservata al capo di uno Stato nei primi posti della lista nera dei diritti umani. "Anche nei settori su cui sono più marcate le nostre distanze, come sui diritti umani, abbiamo dimostrato di saper dialogare e discutere", assicura il premier Matteo Renzi. 

Il direttore generale di Amnesty International Italia, Gianni Rufini, aveva invitato Renzi a sollevare le preoccupazioni in merito, in particolare sull'uso massiccio della pena capitale in Iran, citando le mille condanne a morte eseguite solo nel 2015. Anche la comunità ebraica di Roma ha fatto sentire la sua voce, con il rabbino capo Riccardo Di Segni che giudica "intollerabile" che mentre ci si impegna a ricordare la Shoah (il 27 gennaio si celebra il Giorno della Memoria), "viene fatta passare in seconda scena dalla celebrazione dei negazionisti". 

Sbarcato a Roma con un tweet che annunciava "l'attesa di rafforzare le relazioni bilaterali ed esplorare le opportunità", Rohani è stato ricevuto in mattinata dal presidente Sergio Mattarella al Quirinale in "un'atmosfera molto amichevole". I due leader hanno affrontato i maggiori dossier dell'attualità internazionale, dalla Siria allo Yemen, dalla Libia alla crisi israelo-palestinese, individuando nel terrorismo fondamentalista "il problema numero uno". 

Per combatterlo efficacemente "tutti devono fare la loro parte fino in fondo senza ambiguità", ha sottolineato Rohani, mentre Mattarella ha auspicato che l'Iran faccia sentire la sua influenza nella regione. Da Rohani è inoltre giunto il sostegno alla candidatura italiana per un seggio di membro non permanente al Consiglio di sicurezza dell'Onu e l'invito a Mattarella a recarsi a Teheran. In serata è stata la volta di Renzi, che ha incontrato il presidente iraniano al Campidoglio, prima di cenare sulla suggestiva terrazza Caffarelli. 

Lunghissima la lista dei memorandum di intesa ed accordi economici, in particolare nei settori minerario, delle infrastrutture, energetico, firmati nell'occasione. "Abbiamo siglato i primi accordi ma è solo l'inizio di un cammino: ci sono settori in cui possiamo e dobbiamo lavorare di più", è l'auspicio di Renzi, mentre Rohani conferma l'aspirazione di Teheran a diventare - grazie alla fine delle sanzioni - un 'hub' per il mercato dell'intera regione: "Dobbiamo creare le condizioni per una presenza attiva degli imprenditori italiani ed europei in Iran, per accedere insieme al grande mercato che ci circonda", spiega. 

Proprio per questo oggi Rohani parteciperà al Business Forum Italia-Iran, organizzato in collaborazione con Ice e Confindustria, con una delegazione di 120 imprenditori iraniani. Nella seconda giornata a Roma il presidente iraniano vedrà anche papa Francesco in Vaticano, mentre il suo ministro degli Esteri, Mohamad Javad Zarif, incontrerà alla Farnesina Paolo Gentiloni. Annullata la conferenza stampa prevista per la fine del colloquio tra i due capi diplomazia, perché -spiegano fonti iraniane  - sarà Rohani a parlare alla stampa domani mattina, prima di volare a Parigi.

 

Da Saipem a Danieli, una cascata di accordi

 

ROMA. Cascata di accordi, dall'ingegneria alle miniere, dalla cantieristica alla siderurgia, ma anche le ferrovie e, in prospettiva, naturalmente il petrolio. La visita del presidente iraniano Hassan Rohani porta in dote all'economia italiana un ricco pacchetto di affari, alcuni dei quali già messi nero su bianco, altri solo abbozzati in attesa di una realizzazione futura. 

"Abbiamo pensato che ci sia bisogno di investire di più a livello economico. Abbiamo siglato i primi accordi ma è solo l'inizio di un cammino: ci sono settori in cui possiamo e dobbiamo lavorare di più", ha detto il premier Matteo Renzi. Ancora alla finestra, per il momento, l'Eni: l'ad Claudio Descalzi, secondo quanto si apprende, ha avuto un faccia a faccia con il ministro del petrolio Bijan Namdar Zanganeh, ma bisogna ancora aspettare per un ritorno vero e proprio degli investimenti del Cane a sei zampe, che vuole vederci chiaro su contrattualistica e crediti pregressi. 

Ecco, in sintesi e secondo quanto si apprende, alcune delle intese raggiunte, a seguito del memorandum of understanding siglato dal ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, e dal ministro dell'Industria, del commercio e delle miniere Mohammad Reza Nematzadeh. 

BOCCATA D'OSSIGENO PER SAIPEM - In una fase complicata della sua storia, la società di ingegneristica petrolifera sigla due importanti protocolli d'intesa con la National Gas Company e con la Persian oil&gas company, per un ammontare di circa 5 miliardi di dollari per la realizzazione di un gasdotto do 1.800 km e per l'upgrade delle raffinerie di Pars Shiraz e Tabriz. 

COMMESSA DA 400 MILIONI PER 20 ATR - Per la joint venture partecipata da Finmeccanica accordo con la Meraj Airlines. PER GRUPPO DANIELI 5,7 MLD - Gli accordi, siglati dal presidente della Danieli, Gianpietro Benedetti, sono relativi ad una joint-venture e ad ordini per la fornitura di macchine ed impianti che verranno installati nel territorio iraniano. 

FERROVIE IN PRIMA LINEA - Il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, e il suo omologo iraniano Abbas Akhoundi hanno infatti firmato un memorandum of understanding che "crea le condizioni affinché il sistema ferroviario del nostro Paese, con una forte leadership di Ferrovie dello Stato Italiane, svolga il ruolo di principale partner per lo sviluppo della rete ferroviaria iraniana". 

PER GAVIO ACCORDI SU INFRASTRUTTURE PER 4 MLD - Itinera, la società di costruzioni del gruppo Gavio, ha firmato intese con alcune fra le principali società di costruzioni iraniane per lo sviluppo congiunto di grandi progetti infrastrutturali ed in particolare nei settori trasporti/ferrovie per un valore complessivo fino a 4 miliardi di euro. 

ISOTTA FRASCHINI, 400 MLN PER LOCOMOTORI E PROPULSORI MARINI - La controllata di Fincantieri mette a segno un'intesa con Wagon Pars per 70 locomotori e con Arka Tajarat Qeshm per 600 propulsori marini. 

SACE RECUPERA CREDITI PER 564 MLN - Firmato dal Governatore della Banca Centrale Iraniana, Valiollah Seif, e dall'ad di Sace, Alessandro Castellano, l'accordo prevede il pagamento in favore di Sace di 564 milioni di euro in tre rate entro il 15 ottobre 2016. Un credito costituito dagli indennizzi corrisposti negli anni scorsi da Sace alle imprese italiane, per finanziamenti non pagati da controparti iraniane a seguito del blocco dei sistemi di pagamento imposto dalle sanzioni internazionali. L'accordo consentirà a Sace di riavviare il proprio sostegno a export e investimenti italiani nel Paese.

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