La politica

Mattarella all'Onu

11-02-2016

L'Italia ha già fatto i compiti a casa. E con grande attenzione. Ora l'Unione europea superi gli egoismi nazionali, compia "scelte di generosità" e velocizzi politiche per la crescita. Dopo una visita alle Nazioni Unite, dove ha potuto toccare con mano quanto l'Italia sia considerata in ambito Onu, Sergio Mattarella torna sull'incontro di Washington con Barack Obama e spiega quanto sia profonda la sintonia tra Italia e Stati Uniti sulle ricette da usare per cercare di potenziare la crescita mondiale.

 

NEW YORK. L'Italia ha già fatto i compiti a casa. E con grande attenzione. Ora l'Unione europea superi gli egoismi nazionali, compia "scelte di generosità" e velocizzi politiche per la crescita. Dopo una visita alle Nazioni Unite, dove ha potuto toccare con mano quanto l'Italia sia considerata in ambito Onu, Sergio Mattarella torna sull'incontro di Washington con Barack Obama e spiega quanto sia profonda la sintonia tra Italia e Stati Uniti sulle ricette da usare per cercare di potenziare la crescita mondiale. 

"E' noto che nell'Unione europea serve una politica di maggiore spinta per la ripresa e per una maggiore espansione. Noi abbiamo attuato l'austerità con serietà e rigore, ora e il momento di dare maggior impulso a ripresa e occupazione", insiste il presidente della Repubblica parlando con la stampa italiana dopo un incontro con il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon. 

Un concetto che ha trovato ancora maggior forza soprattutto dopo che martedì l'amministrazione Usa aveva fornito l'ennesimo endorsement al progetto di riforme politiche del Governo Renzi, quasi arrivando a citare quella del Senato. 

Nell'incontro, che si è tenuto alla Blair House, Biden - riferisce una nota ufficiale della Casa Bianca - ha infatti "lodato i progressi compiuti dall'Italia nelle riforme politiche, volte a rendere più fluido il processo legislativo". Tutto molto chiaro. E si comprende anche perché il presidente abbia più volte pubblicizzato negli Usa "l'articolato programma di riforme" in atto in Italia. 

Ma ieri, mentre al Senato si svolgeva il primo voto sul Ddl Cirinnà, Matarella si è decisamente tirato fuori dal caldissimo dibattito politico sulle Unioni civili dentro il quale da mesi molti cercano di portarlo. "Io non parlo di provvedimenti che sono all'esame del Parlamento in questi giorni. E una regola di stile e correttezza che il presidente della Repubblica deve avere", replica con gentilezza a chi gli chiede se il provvedimento rientri o meno in quel pacchetto di riforme in atto. E anzi precisa di aver "parlato a Washington delle tante riforme che riguardano la struttura della Pubblica Amministrazione, dei pubblici poteri, dell'economia del nostro Paese, riforme che rendono più efficiente e moderno il nostro Paese". 

Intanto la prima giornata a New York è sicuramente servita per rilanciare la presenza dell'Italia in un momento nel quale sta conducendo una durissima battaglia al Palazzo di vetro per ottenere il seggio di membro non permanente al Consiglio di sicurezza per il biennio 2017-19. 

"Quello con il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon non è stato un incontro di campagna elettorale" per cercare consensi sulla candidatura dell'Italia, premette il capo dello Stato visitando i locali della Rappresentanza italiana all'Onu. "E' vero che siamo qui in tempo di primarie (Usa) ma questi obiettivi si raggiungono con le buone relazioni" e, aggiunge, sono "fiducioso" che l'Italia ce la faccia. 

La Libia, infine. Piena sintonia con i vertici dell'Onu sulla necessità di fare l'impossibile per favorire la nascita di un Governo che possa fornire un quadro di legittimità internazionale. In questi giorni, ripete ancora Mattarella, "la chiave di tutto è la costituzione di un Governo di unità nazionale. 

Tutti gli sforzi sono concentrati per aiutare in tutti i modi i libici a trovare un'intesa che possa sconfiggere i trafficanti di essere umani e porre fine alla guerra civile". Perché "l'insediamento di Daesh in Libia preoccupa molto". 

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