La politica

Unioni civili. Il ddl Cirinnà è a rischio

17-02-2016

 

ROMA. I 5 stelle bocciando il "canguro" sparigliano le carte sulle Unioni civili per mettere in evidenza le difficoltà all'interno del Pd e complicare la già delicata partita di Matteo Renzi al Senato. I democratici cercano a questo punto un "piano B" per salvare la legge che rischia di naufragare anche per i trucchi regolamentari messi in atto dalla Lega con i propri emendamenti. Infatti, una raffica di mini-canguri a scrutinio segreto del Carroccio fa temere ai Dem un impallinamento definitivo del ddl Cirinnà da parte dei grillini. Di qui l'avvio di una rischiosa partita a scacchi dentro e fuori il partito di maggioranza relativa con la ricerca di una serie di exit-strategy. 

Una prima possibilità suggerita da Andrea Marcucci, presentatore del super-canguro, è di porre comunque ai voti il suo emendamento, "l'unico in grado di salvare la legge". La mossa "metterebbe M5s davanti alle proprie responsabilità: vogliono o no una legge sulle unioni civili?". Marcucci è convinto che anche senza il sì dei pentastellati i voti ci siano, visto che oggi sulla sospensione ci sono stati 155 sì e 141 no. Ma Alessandro Maran, lo sherpa del Pd con gli altri gruppi è sicuro: "il canguro non ha i numeri in aula, perché i cattoDem voterebbero contro". Opinione condivisa da Loredana De Petris, capogruppo di Sel: "Ai Dem conviene ritirare il Marcucci, tanto verrebbe bocciato, e il clima si indurirebbe". A Sel il canguro non piaceva: "Noi però siamo interessati a portare a casa la legge prima che mettere in difficoltà Renzi". 

Il problema è che subito dopo il Marcucci dovrebbero essere votati ben 38 emendamenti mini-canguro della Lega a scrutinio segreto: sono scritti in modo tale che ciascuno di essi richiama l'articolo 5 sulle adozioni che, appunto, richiede la segretezza del voto. In casa Dem tutti sono sicuri che gli M5s voteranno a favore degli emendamenti del Carroccio per mettere in difficoltà Renzi, benché i pentastellati, interpellati dai cronisti, affermano che invece voteranno per il ddl Cirinnà. Tolti i circa 30 voti di M5s occorre recuperare almeno quelli dei cattoDem (30), se non anche di Ap (32), ricostituendo cioè la maggioranza di governo. 

La prima mossa in tal senso dovrebbe essere allora il voto per parti separate dell'emendamento Marcucci: prima quella sulla stepchild adoption, che potrebbe essere anche bocciata così da permettere poi di votare tutti gli emendamenti all'articolo 5, e successivamente la parte restante del canguro; una volta approvata questa seconda, decadrebbero migliaia di emendamenti, compresi quelli "trappola" della Lega. Ma questa mossa riguarderebbe solo il primo passaggio, quello cioè relativo al super-canguro di Marcucci per falcidiare gli emendamenti ostruzionistici. 

Più avanti si arriverebbe comunque all'articolo 5 sulla stepchild adoption e qui il Pd dovrebbe decidere se accettare la sostituzione con l'affido rafforzato chiesto dai cattoDem, mantenendo così la compattezza della maggioranza di governo anche per il voto finale. Oppure, in nome della libertà di coscienza, non dare indicazioni di voto affidando l'esito all'Aula che si esprimerà a scrutinio segreto: tale alternativa fa sollevare dubbi in quei Dem che non credono più nell'appoggio di M5s, che hanno già cambiato posizione quattro volte. 

Ma l'ipotesi della rinuncia alla stepchild adoption come verrebbe presa dalle componenti di sinistra del Pd? Renzi domani mattina atterra a Roma, dopo la visita a Buenos Aires; e dovrà forse almeno far da paciere tra i suoi schierati su opposte barricate: cattoDem e i laici come Marcucci. 

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