La politica

Banche. Ddl ok, ma migliorabile

18-02-2016

 

 

ROMA. Il decreto "aiuta, non c'è dubbio", ma può comunque essere migliorato: Bankitalia scende in campo, per la prima volta, e prende posizione sul dl banche varato dal Governo la settimana scorsa. Il parere di Palazzo Koch è stato affidato ieri al suo direttore generale Salvatore Rossi che ha messo in evidenza luci e ombre del provvedimento. 

Con il decreto legge che riforma le banche di credito cooperativo (Bcc) e istituisce la garanzia pubblica sulla cartolarizzazione delle sofferenze, il governo ha preso la "direzione giusta", ha spiegato il numero due di Via Nazionale, riconoscendo tuttavia che il provvedimento "è migliorabile e potrà essere migliorato in sede di conversione". Ma è indubbio che il Dl aiuti ed in particolare, a suo parere, potrà aiutare a ridurre la volatilità sui mercati finanziari. 

"Del resto - ha fatto notare Rossi - la volatilità in Borsa sulle attività bancarie sembra essere rientrata e si è alimentata nei giorni scorsi di timori e preoccupazioni di varia natura in qualche caso neanche identificabili". 

Il direttore generale di via Nazionale è intervenuto anche sulla possibilità di arrivare alla ponderazione del capitale delle banche che detengono titoli di stato, osservando che "si tratta di un dibattito in corso, non solo a livello europeo, e va svolto a livello globale". 

E su questo tema il presidente del Consiglio Matteo Renzi è stato molto deciso: "Porremo il veto su qualsiasi tentativo di mettere un tetto alla presenza di titoli di stato nel portafoglio delle banche", ha detto ieri in Senato alla vigilia del prossimo Consiglio europeo di giovedì e venerdì su Brexit e immigrazione. E ha anche ricordato che "si è fatta una discussione con una mozione di sfiducia su alcune banche toscane, ma oggi ci rendiamo conto che è una questione enorme che riguarda la prima banca tedesca". "Io - ha chiarito il premier - faccio il tifo non solo che questa banca tedesca sia salvata, ma anche che agisca per il bene dell'Europa". 

Invece di preoccuparsi dei titoli di Stato italiani, ha incalzato ancora il premier, "bisogna avere la forza di dire che nella pancia di alcune banche europee c'è un eccessivo numero di derivati e titoli tossici". 

E poi la stoccata finale, che sembra alludere alla situazione di Deutsche Bank: "Se qualche banca europea avesse tenuto i titoli di Stato italiani nel 2011 oggi avrebbe rendimenti migliori...". 

Quello delle banche rimane del resto il tema 'caldo' del momento e tiene particolarmente concentrata l'attenzione del mondo politico. Al question time alla Camera, infatti, al ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan sono stati chiesti lumi in merito alle risorse da destinare al ristoro di coloro che hanno investito in strumenti finanziari subordinati emessi dalle quattro banche poste in risoluzione alla fine di novembre 2015. 

"Una disposizione legislativa volta a consentire ad azionisti e obbligazionisti subordinati di beneficiare dei proventi della cessione degli enti-ponte e dei ricavi della bad bank non pare in linea con la normativa comunitaria", ha spiegato il ministro. 

Intanto il comitato esecutivo dell'Abi ha 'ospitato' ieri il presidente Consob Giuseppe Vegas, con l'obiettivo di affrontare il tema della trasparenza e della chiarezza dei prodotti finanzieri destinati all'utente finale. "Chiediamo alla Consob di predisporre al più presto la definizione di schede informative semplici che permettano scelte serene e senza equivoci" per i risparmiatori, ha affermato il presidente Abi Antonio Patuelli, che ha parlato di confronto costruttivo. 

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