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Siria. Il governo appoggia la tregua ma resta l'incertezza

24-02-2016

 

BEIRUT. Anche il governo siriano, dopo la maggiore formazione delle opposizioni, si è detto pronto a rispettare il cessate il fuoco concordato tra Usa e Russia. 

Ma l'ottimismo è mitigato dal fatto che ognuno si avvicina alla data prevista del 27 febbraio con i suoi distinguo e la sua agenda, mentre nel nord del Paese l'Isis avanza nei pressi di Aleppo. 

Una fonte del ministero degli Esteri di Damasco, citata dall'agenzia Sana, ha affermato che il governo accetta la proposta russo-americana, a condizione di potere proseguire i combattimenti non solo contro l'Isis e il Fronte al Nusra, come concordato, ma anche contro "le altre organizzazioni terroristiche ad essi legate". 

E tra gli alleati di Al Nusra vi sono alcuni gruppi ribelli islamisti che insieme alla branca siriana di Al Qaeda combattono nella provincia di Idlib e a nord della città di Aleppo. Difficile pensare che gli attacchi contro i qaedisti possano evitare di coinvolgere queste altre formazioni. 

Da parte sua, il maggiore raggruppamento delle opposizioni, l'Alto comitato per i negoziati, ha fatto sapere che rispetterà la tregua a condizione che il regime tolga l'assedio a 18 località, rilasci i prigionieri e cessino i bombardamenti degli aerei governativi e russi. Le milizie curde dell'Ypg, invece, affermano che il cessate il fuoco non le riguarda, perché combattono contro l'Isis. 

Ma nelle ultime settimane hanno approfittato di un'offensiva governativa per impossessarsi di parti di territorio verso il confine turco. E Ankara, che nelle ultime settimane ha preso di mira con l'artiglieria le loro postazioni, ha avvertito che continuerà a farlo se dovrà "difendere il suo territorio". 

In questo tragico caos, sono "piccoli segnali di speranza" quelli che si intravvedono, come si è espresso oggi il presidente del Consiglio Matteo Renzi. 

Ma ad aumentare l'incertezza sono le condizioni vaghe poste dall'accordo, che tra l'altro non specifica come le violazioni al cessate il fuoco dovranno essere rilevate e sanzionate. 

Non incoraggiante è anche il fatto che, secondo fonti interpellate dal Wall Street Journal, l'Intelligence Usa si mostri scettica sul fatto che la Russia rispetterà la tregua. 

Sul piano diplomatico, inoltre, il segretario di stato John Kerry ha ammesso oggi durante un'audizione in Senato di non essere sicuro che il cessate il fuoco porti ad una soluzione politica del conflitto, che secondo le ultime stime dell'Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus), ha provocato oltre 270.000 morti in cinque anni. 

Intanto l'Isis ha consolidato ieri le sue posizioni a sud-est di Aleppo conquistando la cittadina di Khanaser, sulla strada che collega la parte della metropoli nelle mani dei lealisti agli altri territori sotto il controllo governativo. 

L'esercito siriano, con l'appoggio dei bombardamenti russi, sta tentando una controffensiva per riprendere quella che è la sua unica fonte di rifornimento.

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