Economia

Conti italiani. L'Ue chiede misure correttive

10-03-2016

 

BRUXELLES. Con una lettera ormai nota da giorni, ma che non rientra nella regolare procedura di sorveglianza dei conti pubblici, la Commissione Ue fa arrivare il suo ‘avvertimento anticipato' all'Italia e ad altri 5 Paesi. L'intenzione è di far scattare un piccolo allarme con sufficiente anticipo perché gli interessanti possano prendere le "necessarie misure correttive" nel Def che va presentato entro metà aprile. 

Non sono rilievi nuovi per il Tesoro, che non si allarma perché da mesi è al lavoro con Bruxelles per trovare una soluzione che assicuri sia il rispetto delle regole sia il margine che serve al Governo per realizzare riforme e investimenti. E' la prima volta che il vicepresidente Dombrovskis e il commissario Moscovici inviano lettere per chiedere esplicitamente ai Governi di correggere il tiro sulla gestione dei conti pubblici. L'avvertimento è arrivato anche a Spagna, Finlandia, Croazia e Romania. 

Nei giorni scorsi, già Eurogruppo ed Ecofin avevano ricordato ai Paesi a rischio la necessità di rimettersi in linea con gli impegni presi, pena un richiamo formale a maggio, quando la Commissione dovrà dare le risposte sulla flessibilità ed eventualmente aprire procedure per deficit o debito eccessivo. 

"C'è ancora tempo a sufficienza per adottare le misure correttive necessarie, ed è per questo che la Commissione ha segnalato preventivamente questi aspetti", ha detto Dombrovskis. All'Italia Bruxelles chiede entro metà aprile misure "annunciate e dettagliate in modo credibile", per evitare una procedura sul "debito molto elevato", visto che né nel 2015 né nel 2016 rispetta la regola che ne fissa il ritmo di riduzione. "Se i dati per il 2015 saranno validati da Eurostat ad aprile, e sarà confermata la violazione della regola del debito nel 2015, la Commissione dovrà produrre un rapporto 126.3", cioè il rapporto sul debito che produsse anche lo scorso anno, arrivando alla conclusione che il debito italiano non poneva rischi per la sostenibilità dei conti. 

Per questo il Tesoro non è preoccupato, anche se è ormai consapevole che qualche aggiustamento andrà fatto perché secondo l'Ue la correzione è necessaria anche se venisse accordata tutta la flessibilità richiesta, inclusa quella sulle spese eccezionali per i migranti. Scriveva l'Eurogruppo due giorni fa che il deficit strutturale italiano si deteriora di 0,7% nel 2016, mentre dovrebbe migliorare di 0,1%. Una "deviazione significativa" dall'obiettivo di medio termine (pareggio strutturale di bilancio). 

Alla valutazione del percorso verso l'obiettivo è legata la risposta sulla flessibilità, che non a caso arriverà un mese dopo la presentazione del Def. Bruxelles vuole accertarsi che ci siano le giuste correzioni prima di concedere nuovi margini. E precisa anche che se verrà concessa nuova flessibilità dovrà essere usata davvero per gli investimenti. 

"Abbiamo fatto quanto in nostro potere per informare le autorità nazionali dei rischi di inosservanza. Ora sta a loro tenere conto di questo input in sede di elaborazione dei rispettivi piani di bilancio", ha detto Moscovici.

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