La politica

Bufera su Bertolaso

15-03-2016

 

ROMA. Una aspetta un bambino e pensa di candidarsi per tenere insieme il centrodestra a Roma, ma viene invitata da Guido Bertolaso a "fare la mamma". L'altra ha rinunciato alla candidatura M5S a sindaco di Milano in quanto soffriva la pressione mediatica, tra insulti sui social perché ritenuta poco telegenica. 

Giorgia Meloni e Patrizia Bedori riportano il tema delle donne e della maternità al centro del dibattito, incassando sostegno da gran parte dell'arco politico. Interviene con la sua solidarietà la ministra icona del governo Renzi, Maria Elena Boschi, la sua collega Beatrice Lorenzin parla di "misoginia" e aggiunge sconfortata che "questo Paese non é per le donne". 

Anche la presidente della Camera Laura Boldrini si fa sentire: "Nel nostro Paese c'è una misoginia inaccettabile, il fatto che una donna che aspetta un bambino non debba fare una carriera politica è inaccettabile" Bedori invece si rivolge a chi l'ha offesa. 

"A chi mi ha chiamato ‘brutta grassa e obesa' e ‘fuori a calci nel culo' non dico niente - scrive su Facebook la ex candidata M5S a sindaco di Milano - poiché le sue parole si commentano da sole ma soprattutto si commenta la sua pagina FB". 

E sugli epiteti "casalinga" e "disoccupata" Bedori rivendica il primo, sul secondo "ho dimostrato di non cercare una cadrega", una carica. "Quando chiederanno ad un candidato uomo di ritirarsi perchè non telegenico? - twitta la ministra delle Riforme Boschi - O perché deve fare il padre? Solidarietà a #Bedori e #Meloni". "Questo Paese non è per le donne - dice la ministra della Salute Lorenzin -. Ciò che sta accadendo in questi giorni è incredibile, rivela una misoginia di fondo". Su Meloni parla anche il ministro dell'Interno Angelino Alfano: "L'esercizio dell'elettorato passivo e quindi dell'essere candidato sia un qualcosa di bello e di meraviglioso anche nel momento in cui ci si apre a quel qualcosa di straordinariamente orientato al futuro che è una nuova vita". 

"Quanto a considerazione delle donne, la mela Bertolaso é caduta poco lontano dall'albero Berlusconi", dice la vicesegretaria del Pd Debora Serracchiani. A difesa di Meloni i principali candidati a sindaco di Roma. 

"Indignato" il Pd Roberto Giachetti, "non perché Giorgia Meloni sia una mia amica ma perché penso che per concepire una frase del genere bisogna stare o indietro di 100 anni o sulla luna". "Bertolaso altri due attacchi alla mamma Meloni e la voto!" twitta Alfio Marchini. Per Francesco Storace "bofonchiare in Tv alla Meloni che deve fare la mamma significa offendere in maniera greve il genere femminile". Indiretta in un'intervista la replica della candidata M5S Virginia Raggi: "Mi hanno chiesto se posso essere allo stesso tempo mamma e sindaco di Roma. Certo che posso, come tutte le donne che lavorano farò i salti mortali".

 

 

Ma il Cav non lo scarica

 

ROMA. Guido Bertolaso prova per tutto il giorno a correggere il tiro chiarendo che la "maternità non preclude obiettivi". 

Ma il fuori onda di domenica sera su la7 in cui l'ex numero uno della Protezione Civile consigliava alla Meloni di "pensare a fare la mamma" ha scatenato un coro di polemiche contro il candidato di Fi al Campidoglio accusato da più parti di misoginia e sessismo. La battuta (arricchita dalla considerazione che non si dovrebbe costringere la Meloni "a fare una campagna elettorale feroce e, mentre allatta, ad occuparsi di buche, sporcizia..") seppur chiarita dal diretto interessato, non è andata giù alla leader di Fratelli d'Italia pronta a ricordare come le donne siano in grado di "conciliare l'essere madre con il lavoro". 

Ma, al di là del botta e risposta tra i due, quello che emerge con chiarezza è il caos che ormai domina il centrodestra che su Roma rischia di dividersi definitivamente. 

Chi non sembra più disposto a sentire ragioni è Silvio Berlusconi. In linea con quanto già dichiarato ieri a urne chiuse, l'ex premier non ha nessun dubbio nel ribadire che il candidato della Capitale sia Guido Bertolaso. Una scelta su cui non appare disposto ad aprire tavoli di confronto tanto da aver rispedito al mittente la proposta di un vertice con gli altri due leader per sbrogliare la matassa. 

Anzi, da Arcore fanno sapere che il Cavaliere è già al lavoro sulla campagna elettorale dell'ex capo della protezione civile: Dovrà essere improntata in una logica fuori dagli schemi tradizionali dei partiti - è il ragionamento del Cavaliere - perché la gente deve capire che Bertolaso è ‘uomo del fare'. 

L'ex capo del governo (che domani ha in programma l'operazione all' occhio che avrebbe dovuto effettuare la scorsa settimana) non è più disponibile ad intavolare delle trattative con Salvini e Meloni: ‘Noi - ha detto ai suoi - andiamo avanti per la nostra strada, gli altri ci facciano sapere le loro intenzioni'. Per nulla disposto a tornare sui suoi passi, il leader della Lega considera chiuso ‘il dossier Bertolaso': "Non ci interessa, è un affare chiuso", taglia corto in un collegamento con radio Padania in cui evita di alimentare la polemica a distanza con Berlusconi: "Nel week end ho letto un po' di tutto su di me: che sono un pappone, un ragazzotto...ma io non sto a rispondere a polemiche di questo livello. Mi occupo di cose più importanti". Il segretario della Lega non ha dubbi che il candidato ideale per la Capitale sia Giorgia Meloni, tanto che non si esclude che domani i due possano incontrarsi anche senza Berlusconi. 

Raccontano che in queste ore la leader di Fratelli d'Italia stia tentando di tutto per tenere unita la coalizione ed evitare che il centrodestra si presenti diviso alle urne. 

La sua candidatura resta sempre in piedi soprattutto perché, a detta dei suoi, rappresenterebbe l'unica chance per poter essere competitivi. Ed è proprio in quest'ottica che continuano il pressing e gli appelli a Bertolaso affinché sia lui l'artefice della ricomposizione del centrodestra facendo, come gli suggerisce Ignazio La Russa "un passo di lato in modo da determinare per Roma una speranza concreta di vittoria del centrodestra".

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