Il fatto

Clima. Hi-tech Made in Italy all'Onu

14-04-2016

 

NEW YORK. Dalle barriere mobili del Mose ai pesci robot di Enea: l'avanguardia tecnologica made in Italy sbarca all'Onu nell'ambito di una conferenza organizzata dalla Rappresentanza Permanente italiana al Palazzo di Vetro. 

L'obiettivo - a pochi giorni dalla cerimonia per la firma dell'accordo sul clima che si terrà a New York il 22 aprile - è quello attualissimo di contrastare il cambiamento climatico e i suoi effetti, con la presentazione dei sei fiori all'occhiello dell'hi tech realizzati da CAE, Consorzio Venezia Nuova, Enea, Enel Green Power, Eni, Telespazio/ Finmeccanica. 

"Con 8.300 chilometri di litorali e più di 450 isole, l'Italia è uno dei paesi più esposti alle conseguenze del cambiamento climatico", ha affermato l'ambasciatore Sebastiano Cardi, rappresentante permanente alle Nazioni Unite. "Siamo relativamente piccoli, ma abbiamo una incredibile eterogeneità geografica", ha aggiunto Cardi, sottolineando che l'obiettivo è quello di mostrare "in concreto" cosa il nostro Paese sta facendo. 

Francesco Ossola del Consorzio Venezia Nuova ha illustrato il sistema di barriere mobili del Mose, che si alzano per proteggere il fragile ecosistema della laguna di Venezia. 

Claudio Moriconi, capo del Laboratorio Robotica di Enea, invece, ha presentato Venus Swarm, sciami di robot sottomarini (droni ispirati al comportamento dei pesci) in grado di ‘dialogare' fra loro, monitorare temperatura e salinità dei mari, studiare le correnti e l'erosione delle coste ed allertare in caso di tsunami. 

L'Eni - ha spiegato da parte sua Francesca Ferrazza - sta lavorando ad una nuova generazione di pannelli fotovoltaici sostituendo il silicone con semiconduttori organici. Questo significherà costi più bassi e un ritorno dell'investimento in tempi minori. Poi ci sono i quattro satelliti della rete Cosmo-SkyMed illustrati da Luigi Pasquali di Telespazio/ Finmeccanica, che controlleranno lo stato di salute di un milione di chilometri quadrati di foresta amazzonica e in particolare il fenomeno della deforestazione in Brasile. Mentre il vice presidente del CAE Giancarlo Pedrini ha illustrato l'esperienza maturata nel mitigare gli effetti del cambiamento climatico partendo dalle stazioni meteo che difendono il Vietnam dalle inondazioni. Infine, Riccardo Amoroso di Enel Green Power ha parlato del progetto di Pantelleria e del potere di onde e maree per produrre energia.

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