I consigli di Laura

A 16 anni ha commesso un furto 40 anni dopo ancora ne soffre

20-04-2016

 

Cara Laura,

sono un uomo di 56 anni che all'età di 16 anni, in preda alla droga, ha commesso delle azioni che ancora oggi mi perseguitano. Ho rubato del denaro ad una famiglia con la quale eravamo molto vicini. Il tutto per comprare la droga. La mia dipendenza è andata avanti per altri dieci anni e alla fine sono riuscito ad uscirne fuori.

Oggi, dopo 30 anni di sobrietà, sono ancora perseguitato da quella mia azione ai danni di questa famiglia con la quale ancora oggi sono in ottimi rapporti. Il pensiero mi perseguita e non mi dà tregua. Sono tormentato da quello che ho fatto e parte di me vorrebbe confessare tutto  ai miei amici ma temo che con la mia confessione i nostri rapporti inevitabilmente non sarebbero più gli stessi.

Laura, crede che dovrei confessare e affrontare le conseguenze o tacere e continuare a tormentarmi?

Un lettore tormentato

Caro amico,

confesso di essere stata tentata, per un momento, di consigliarle di tacere e continuare a soffrire in silenzio. Il tormento è la punizione per le sue azioni. Ma pensandoci su, vista la situazione che la fa molto soffrire, forse sarebbe meglio se lei confessasse e affrontasse le conseguenze che probabilmente non sarebbero così gravi come lei pensa. In fin dei conti lei non è più la stessa persona di quando aveva 16 anni e a quell'età si è proni a commettere errori. Soprattutto quando si è preda di una dipendenza. 

Metta fine al suo tormento. Parli con i suoi amici con il cuore in mano e dica loro esattamente quello che prova. Chieda anche di trovare nel loro cuore un modo per perdonarla. Sono certa che lo faranno.  Se non succedesse, ma francamente lo dubito, almeno potrà sentirsi bene con se stesso sapendo di avere preso la giusta decisione. Oltre ad essersi tolto  un peso dalla coscienza...

Scrivete a: Laura, c/o America Oggi,

475 Walnut Street, Norwood, N.J., 07648

 

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