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Serie A. Juve, quinto scudetto consecutivo

25-04-2016

 

 

TORINO. Uno scudetto "epocale", il "più bello", come lo definisce capitan Buffon, perché conquistato - ricorda il presidente Andrea Agnelli - "quando tutti erano pronti a celebrare il nostro funerale e invece abbiamo scritto la storia". La Juventus conquista il quinto tricolore consecutivo, il 32esimo, e la Torino bianconera torna a fare festa.

A Vinovo, dove Buffon e compagni si allenano mentre la Roma batte il Napoli e regala la matematica vittoria, come per le vie del centro, dove i tifosi danno sfogo a tutto il loro entusiasmo per un successo che a inizio stagione - con appena dieci punti in dodici partite - era impensabile. Ed è proprio alle tante critiche di inizio anno che Allegri guarda non appena lo scudetto è una certezza. 

"Dico sempre che si cresce solo attraverso le difficoltà: riguardo il nostro percorso, sono ancora più orgoglioso!", sottolinea il tecnico, al secondo centro in altrettante stagioni sulla panchina bianconera. "A ottobre eravamo dodicesimi, fuori da tutto e l'allenatore doveva essere cambiato - ricorda ancora -. È uno scudetto pazzesco, abbiamo fatto un risultato straordinario e penso che 24 vittorie su 25 partite siano irripetibili". 

Una "rimonta impressionante, che capitan Buffon spera "non si sia fermata a Firenze ma continui nelle ultime tre gare per suggellare un'impresa incredibile. E'stata una dimostrazione di forza incredibile: è stata la vittoria di un gruppo coeso e granitico, dalla squadra alla società", aggiunge il portiere, protagonista assoluto con parate da Pallone d'Oro alla soglia dei 40 anni. Lo sguardo è al presente, con tre partite di campionato ancora da onorare e una finale da Coppa Italia da giocare, ma anche al futuro. "Ad agosto ricomincerà un'altra stagione e noi ripartiremo con la certezza di sapere di valere, perché quando fai una partita alla pari con una squadra come il Bayern Monaco significa che ormai sei arrivato a un livello veramente importante". 

Alla Champions League guarda anche la società. "L'anno prossimo vogliamo fare una Champions da protagonisti", assicura il dg Beppe Marotta, pronto ad allestire una squadra "competitiva sia in Italia che in Europa" ripartendo dal prolungamento del contratto di Allegri e dalla conferma dei tanti campioni che fanno già parte della rosa bianconera. Dal giovane Dybala - "sono venuto alla Juve perché volevo iniziare a vincere" - ai suoi senatori. Come Bonucci, che dedica lo scudetto "a chi diceva che senza campioni come Pirlo, Vidal e Tevez non saremmo stati gli stessi. Invece abbiamo dimostrato che, a partire dalla società, questo è un gruppo vincente". 

Barzagli, che dà alla squadra "un bel 10 per quello che ha fatto nonostante la partenza". "Ma la stagione non è finita: abbiamo ancora la finale di Coppa Italia - conclude il difensore - la nostra mentalità è di non appagarsi mai e volere sempre puntare al trofeo successivo". E la Juventus non vuole più fermarsi.

 

 

Il Napoli beffato a un minuto dalla fine

 

ROMA. La Roma batte il Napoli all'ultimo respiro, resta in corsa per il secondo posto e con il gol di Nainggolan, a segno al 44' della ripresa dà il via ai festeggiamenti della Juventus per il quinto scudetto consecutivo. 

Il Napoli fa la partita, ma esce sconfitto dall'Olimpico da quella che era un vero e proprio spareggio per il secondo posto, ed ora, quando mancano tre giornate alla fine del campionato, deve guardarsi proprio dai giallorossi che sono a due punti, rinati con la cura Spalletti e con l'amuleto-Totti. 

Spalletti propone un 4-3-3, con il tridente leggero formato da Salah, Perotti ed El Shaarawy in attacco e Florenzi spostato indietro al posto di Maicon. A centrocampo si rivede Pjanic, ormai pienamente ristabilito mentre capitan Totti, nonostante la doppietta contro il Torino, va in panchina. Sull'altra sponda, Sarri schiera lo stesso modulo, con Higuain, di ritorno dopo i tre turni di squalifica, al centro del reparto offensivo: ai suoi lati Callejon e Mertens preferito a Insigne dopo la tripletta al Bologna. Capitan Hamsik festeggia le 400 presenze con la maglia del Napoli. 

Il primo tempo è equilibrato: le due squadre praticamente si annullano tatticamente. La Roma si rende subito pericolosa dopo nemmeno un minuto con Salah che sfiora l'incrocio dei pali. Spalletti è costretto quasi subito a un cambio: al 20' Manolas, colpito da una manata involontaria di Higuain al volto chiede il cambio, al suo posto il tecnico toscano manda in campo Zukanovic. 

Il Napoli si rende più pericoloso nella prima frazione di gioco prima con Mertens (23') con una conclusione dal limite dell'area di poco alta sulla traversa ma soprattutto con Higuain (30') la cui conclusione ravvicinata è sventata da un attento Szczesny, pochi minuti prima (25') Callejon era andato a segno ma il gioco era fermo per un fuorigioco dello spagnolo di qualche centimetro. 

Nella ripresa Florenzi, alle prese con un fastidio muscolare, rimane negli spogliatoi e al suo posto Spalletti manda in campo Maicon. Dopo una fase di stanca è il Napoli che si presenta costantemente nella metà campo della Roma alla ricerca del gol: le conclusioni di Hamsik (3') e poi di Mertens (19') non sono però efficaci. 

Un brivido la Roma lo prova al 27' quando Higuain a tu per tu con Szczesny si rende pericoloso ma il n.1 giallorosso è attento. Al 35' Spalletti manda in campo Totti e l'Olimpico, silente fino a quel momento si sveglia. Ci prova ancora Hamsik ma al 44' è la Roma a trovare il gol: al termine di un'azione avviata da Totti, Salah serve all'indietro al limite dell'area Nainggolan che con un preciso destro a giro rasoterra batte Reina. È la fine del sogno partenopeo, il tricolore prende ancora una volta la strada della Torino bianconera.

 

 

Fatal Verona per il Milan

 

La punizione super di Siligardi all'ultimo respiro del Bentegodi regala tre effimeri punti al Verona e condanna un piccolo Milan alla meritata sconfitta. Per i rossoneri un campanello d'allarme davvero preoccupante. Squadra molla, senza nervo, poco brillante sotto il profilo fisico e con tanta pochezza tecnica. Un rovescio che mette in discussione la qualificazione all'Europa League, il Sassuolo è a un solo punto, e preoccupa fortemente in ottica finale di Coppa Italia. Se questo è il Milan di Brocchi son davvero dolori. I rossoneri, dopo il pari interno contro il Carpi, devono battere un Verona sempre più ultimo per conservare il sesto posto ed avvicinare anche la Fiorentina. Brocchi si affida al 4-3-1-2, con Honda nel ruolo di trequartista e Bacca e Menez di punta (squalificato Balotelli). A centrocampo c'è il rientro di Kucka dalla squalifica, lo slovacco completa il reparto assieme a Kucka e Mauri, che prende il posto dell'infortunato Bertolacci. In difesa, davanti a Donnarumma, ci sono Abate e De Sciglio (che ha vinto il ballottaggio con Antonelli) sugli esterni, Zapata e Romagnoli come centrali. 

Classico 4-4-2 invece per Del Neri, con Pazzini e Siligardi di punta. A centrocampo Ionita e Marrone mediani, Rebic e Wszolek sugli esterni. In difesa, davanti a Gollini, Pisano ed Albertazzi terzini, Bianchetti e Moras centrali. 

L'avvio è equilibrato. Occasionissima per il Verona all'8' minuto con Pazzini che riceve un lungo lancio di Albertazzi a centro area, controllo e tiro di destro, troppo centrale e Donnarumma si salva. Gioca bene l'Hellas molto aggressivo, il Milan per ora non alza i ritmi, ma alla prima opportunità passa. È Menez a realizzare su grave errore di Gollini: tiro da fuori area di Honda e sulla corta respinta centrale il francese del Milan insacca. 

Rischia molto l'Hellas sulla corsia di destra, dove Honda serve in area ancora Menez al 29', ma questa volta è bravo Gollini a pararne la conclusione. Erroraccio di Zapata che si fa soffiare il pallone poco dopo la sua area da Siligardi bravo a servire Pazzini solo dinanzi a Donnarumma. L'ex rossonero calcia troppo centrale e il giovane portiere del Milan respinge ancora. 

Ripresa ricca di episodi. Quello chiave per il Verona è l'ingresso di Gomez che dà forza e brio all'attacco gialloblù. Il Milan sciupa in più occasioni il raddoppio e becca il pari su calcio di rigore per un "doppio" fallo di mano in area da parte di Romagnoli che reclama però un fallo subito. Pazzini trasforma. Ancora pericoloso Pazzini con una conclusione di destro da dentro l'area di rigore, ma questa volta il portiere del Milan para. Ghiotta occasione per il Milan con Menez che mette in mezzo dalla sinistra un pallone che attraversa tutta l'area piccola e Luiz Adriano in scivolata non ci arriva di un soffio. Miracolo di Donnarumma sulla conclusione di Romulo da buonissima posizione. Ancora Verona pericoloso con Gomez, la conclusione da fuori area viene deviata in corner da Donnarumma lanciato in volo. 

Forcing dell'Hellas nel finale e meritato il gol della vittoria. Punizione dal limite allo scadere del match. Sulla palla va Siligardi. Punizione magistrale che sbatte sulla parte bassa della traversa, nulla può Donnarumma, forse l'unico degno nel match di Verona di vestire la maglia del Milan.

 

 

Il Carpi verso la salvezza

 

Sono tre punti pesanti quelli conquistati dal Carpi ieri sera nella sfida che ha completato la 35/a giornata della serie A. Una vittoria maturata nei minuti finali grazie al gol di Lasagna, entrato poco dopo l'inizio della ripresa, e ancora una volta decisivo per le sorti della sua squadra. L'Empoli ha reso molto dura la vita al Carpi e a conti fatti il risultato penalizza la squadra toscana, arrivata a Modena con la salvezza matematica in tasca, ma determinata a conquistare un risultato positivo. 

La prova degli uomini di Giampaolo è stata condizionata dall'espulsione di Michedlidze al 25' del primo tempo per una manata a Crimi. Nella stessa circostanza, rosso anche per l'allenatore del Carpi entrato in campo dopo la scorrettezza del giocatore empolese e subito allontanato da Valeri. 

Nonostante l'inferiorità numerica, la formazione ospite ha retto per quasi tutta la partita, subendo il gol a pochi minuti dalla fine, giocando a tratti meglio del Carpi, grazie all'ottima vena di Saponara e ad un atteggiamento di squadra mai rinunciatario. 

Gara abbastanza nervosa fin dai primi minuti, ma avara di emozioni. Il Carpi prova a fare la partita, ma lo schieramento empolese non lascia spazi. All'8' Pelagotti sventa il primi pericolo sul colpo di testa di Mbakogu. Non ci sono altre opportunità fino al 42' quando l'Empoli si presenta minaccioso dalle parti di Belec con l'azione personale di Buchel. Il Carpi fatica a sfruttare l'uomo in più. L'Empoli lascia solo Pucciarelli davanti sempre ben assistito da Saponara. Al 5' della ripresa è lo stesso Saponara a sfiorare il vantaggio. All'8' l'Empoli passa addirittura in vantaggio dopo una azione personale ancora di Saponara, Pucciarelli raccoglie e segna, ma l'arbitro annulla tra le proteste empolesi per un fallo dello stesso attaccante. Subito dopo Castori chiama dalla panchina Lasagna, toglie un centrocampista e va a rafforzare il reparto offensivo. Al 18' ghiotta occasione Carpi ma Mbakogu di testa si mangia il gol da posizione ravvicinata. Insiste la squadra di casa, Romagnoli sempre di testa sull'ennesimo cross di Pasciuti manda la palla a toccare la parte alta della traversa. Risponde l'Empoli al 26' sfruttando gli spazi lasciati da un Carpi a trazione anteriore. Pucciarelli prende la mira, Belec risponde nel modo migliore deviando in angolo. Ancora Empoli alla mezz'ora: raccoglie Saponara ma non riesce a dare alla palla la giusta forza. 

Il Carpi prova a testa bassa a cercare il gol. Al 38' primo squillo di Lasagna che spalle alla porta con una girata al volo chiama Pelagotti che compie la parata più difficile. Passano due minuti e al 40' arriva il gol: percussione sulla destra di Pasciuti che mette in mezzo di precisione, Lasagna in piena corsa anticipa tutti e da posizione ravvicinata non può sbagliare. Quinto gol da subentrato per il giovane attaccante, 

Una liberazione per il Carpi, una severa condanna per l'Empoli. Al 90' viene espulso Lollo per doppia ammonizione. Il Carpi sale a 35 punti, tornando a + 3 sul Palermo, compiendo un passo importante per la salvezza. Domenica la trasferta a Torino contro la Juve. Per l'Empoli una sconfitta indolore che non macchia l'ottima stagione della squadra di Giampaolo.

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