Cultura

Mostre. Tanta Italia al Metropolitan

27-04-2016

 

NEW YORK. Viene dall'Italia una delle star di Corte e Cosmos, la grande mostra su Iran e Turchia all'epoca dei sultani Selgiuchidi aperta da ieri fino al 24 luglio al Metropolitan Museum di New York. Scoperto per caso nel 1979 perché era stato catalogato tra i manoscritti arabi alla Biblioteca Nazionale di Firenze, lo Shahnama - il libro persiano dei Re - non era mai stato esposto al pubblico. Datato 9 maggio 1217, 80 anni prima della Divina Commedia, il codice venne portato in Italia alla fine del XVI secolo da Gerolamo Vecchietti, persianista e membro del gruppo di ricerca della Stamperia orientale medicea. Il più antico esistente al mondo del poema epico fino ad allora tramandato oralmente, lo Shahnama del Fondo Magliabechiano fa parte della decina di oggetti arrivati dall'Italia grazie ai forti legami di Martina Rugiadi con Sheila Canby e Deniz Beyazit, una delle curatrici della mostra: gli altri vengono dal Museo di Arte Orientale Giuseppe Tucci e dal Museo di Palazzo Venezia a Roma, dal museo delle scienze di Firenze, dal Museo Civico Medievale di Bologna e dalle Gallerie Estensi di Modena. Nulla, per motivi politici, da Iran e Turchia, mentre il Turkmenistan, che non aveva mai prestato all'estero oggetti storici, si è mosso per l'occasione. 

Organizzata tematicamente, la mostra si apre con oggetti che riportano il nome dei sultani selgiuchidi e dei membri dell'élite al potere. Tra le opere in risalto è la stupenda brocca "Blacas", con una miriade di dettagli di vita di corte. 

Tre secoli di dominazione dei Selgiuchidi furono anche un periodo ricco di invenzioni e i numerosi progressi nel campo delle scienze. Le pagine del manoscritto illustrato del XIII secolo ‘Il libro della conoscenza degli ingegnosi dispositivi meccanici' presenta alcune delle fantasiose invenzioni di Ibn al-Razzaz al-Jazari, un antesignano di Leonardo, le cui creazioni spaziavano dagli orologi alle ruote idrauliche agli automi.Anche l'allestimento ha un rimando all'Italia. Vedute storiche delle cupole della Grande Moschea di Isfahan proiettate sul soffitto di una sala della mostra sono state scattate tra 1960 e 1970 nell'ambito di un progetto dell'Ismeo guidato da Eugenio Galdieri e conservate al Museo Giuseppe Tucci di Roma.

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