Dall'Italia

Roma. Incendio al San Camillo: paziente morto

01-05-2016

 

 

ROMA. Una persona è morta in un incendio che si è sviluppato poco dopo mezzanotte e mezza sabato all'ospedale San Camillo di Roma, nel reparto Medicina, al secondo piano del padiglione Maroncelli. La vittima è un cittadino moldavo di 65 anni, A.G, che è stato trovato carbonizzato nel letto. L'uomo era stato ricoverato dopo aver subito un intervento di tipo neurochirurgico ed era affetto da gravi disturbi cognitivi. "Ho visto le fiamme sotto al suo letto" ha raccontato il compagno di stanza della vittima che ha subito dato l'allarme. Un'infermiera e alcune guardie giurate sono accorsi per primi nella stanza, ma non sono riusciti a mettere in salvo il paziente, bloccato nel letto a causa dell'amputazione di un piede. 

Immediatamente sono entrati in funzione i sistemi di sicurezza ed il personale dell'azienda ha provveduto a spegnere l'incendio - prima dell'arrivo dei vigili del fuoco - e a evacuare i pazienti in zone sicure. I 17 pazienti sono stati trasferiti nella parte opposta del padiglione. "Per motivi precauzionali - sottolinea l'ospedale - gli altri pazienti dello stesso lato del padiglione, 40 persone, sono stati trasferiti in day hospital trasformati in posti di degenza. 

I carabinieri del Nas e il direttore generale di Agenas (l'Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali) Francesco Bevere, su disposizione del Ministro della salute Beatrice Lorenzin, sono accorsi al S. Camillo di Roma per la prima perizia. L'ispezione, in attesa delle determinazioni dell'inchiesta giudiziaria, deve accertare se al nosocomio siano state rispettate tutte le norme relative alla sicurezza antincendio. Oggi ci sarà un nuovo sopralluogo nella stanza del padiglione Maroncelli dell'ospedale. Stanza che è stata posta sotto sequestro. Sono ancora tutte da chiarire infatti le cause dell'incendio. Al momento non si esclude nessuna ipotesi, compreso quella che a provocarlo sia stata una sigaretta. Secondo quanto si è appreso da fonti sanitarie, il paziente non era attaccato a macchinari e nella stanza non c'erano bombole d'ossigeno. "Secondo i primi accertamenti nella stanza da dove si è sviluppato l'incendio non erano presenti apparecchiature medicali, ne altri materiali. Il letto dove si trovava il malato deceduto, era di tipo manuale, e come di norma con materasso ignifugo" ha reso noto in un comunicato la direzione dell'Ospedale San Camillo. "Il padiglione - spiega ancora la direzione sanitaria dell'ospedale - come attestato dalla certificazione antincendio, era provvisto di sistemi di protezione antincendio, estintori, impianto di rilevazione fumi, compartimentazione anti fuoco, che hanno impedito il propagarsi del fumo e delle fiamme. Il padiglione è munito di impianti elettrici certificati. 

Sulla dinamica dei fatti, il paziente ricoverato nella stessa stanza del deceduto ha dichiarato all'azienda di aver visto "il fuoco provenire dal lenzuolo, dalla parte bassa del letto, verso piedi". 

La Regione Lazio ha nominato ieri una Commissione speciale "a cui è stato demandato il compito di preparare una relazione dettagliata sui fatti relativi all'incendio che si è sviluppato questa notte all'interno del padiglione Maroncelli dell'ospedale S. Camillo. "Gli esperti - informa la Regione Lazio una nota - dovranno consegnare la relazione finale direttamente al presidente Nicola Zingaretti entro una settimana. La Commissione dovrà individuare ed esaminare tutti gli elementi utili a definire le cause che hanno determinato l'evento e dovrà anche procedere ad un Audit interno per verificare la puntuale e corretta applicazione di tutte procedure previste. Della Commissione fanno parte l'ingegnere Lucrezia Le Rose dirigente del Nucleo regionale per l'edilizia sanitaria e già nominato perito della Procura di Roma su altre vicende, Gennaro Tornatore direttore della Protezione Civile Regionale ed ex dirigente del Corpo dei Vigili del Fuoco, e Andrea Cambieri, direttore sanitario del Policlinico Agostino Gemelli.

Nei fermo immagine il padiglione Maroncelli dell'ospe-dale San Camillo e la finestra dela stanza doive si è sviluppato l'incendio

Fioccano intanto le polemiche. "Vogliamo sapere per filo e per segno come si è verificata la tragedia al San Camillo di Roma, vogliamo sapere di chi sono le responsabilità" scrive in una nota Francesco Storace, vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio, aggiungendo che presenterà "un'interrogazione urgente a Zingaretti, che magari per una volta ci metterà la faccia in aula. Voglio sapere come era composto il turno, quanti medici e infermieri c'erano a quell'ora e come sia stato possibile che un incendio scoppiasse senza che nessuno riuscisse a intervenire per tempo e come mai non si trova la cartella clinica del paziente o nessuno, a distanza di ore, sia stato in grado nemmeno di identificarlo". 

Gasparri conclude: "Basta con le autoassoluzioni di una sanità che sta precipitando sempre di più. È da tempo che avvisiamo Zingaretti sui guai degli ospedali romani e segnatamente di una struttura dove si muore addirittura carbonizzati. I tagli? Le incapacità? La noncuranza? La morte orribile di un uomo presentano un conto drammatico. Nei mesi si sono succedute innumerevoli denunce di degrado e abbandono, specie nelle ore notturne, dei nostri nosocomi per carenza di personale. Tutte cadute nel silenzio e nell'indifferenza di un governatore che si limita sempre a ripetere che va tutto bene. Non va bene per niente".

La senatrice Giuseppina Maturani, vice presidente del gruppo del Pd al Senato, commentando l'incendio afferma: "Ciò che è avvenuto sabato notte all'ospedale San Camillo è molto grave. Voglio prima di tutto esprimere la mia solidarietà alla famiglia del defunto. È inconcepibile morire in un ospedale per un incendio. Per questo è necessario al più presto individuare le cause di quanto accaduto e bene ha fatto il ministro Lorenzin ad inviare gli ispettori". 

"Noi ci auguriamo che l'azienda San Camillo sappia dare le risposte che servono per capire quanto avvenuto - aggiunge -. Dalle prime ricostruzioni, e dalla mobilitazione di tutto il personale medico e paramedico mi sembra di cogliere la giusta volontà di dimostrare l'efficienza e il corretto funzionamento del reparto. Mi sembra il giusto approccio per giungere in fretta alla verità che dobbiamo ai cittadini". 

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