Dagli USA

Jimmy Carter propone un'alleanza contro il razzismo

25-05-2016

 

NEW YORK. L'ultima crociata di Jimmy Carter: l'ex presidente americano, 91 anni e un tumore al cervello tenuto a bada dai medici, vuole sconfiggere la piaga del razzismo, un mostro che in America "negli ultimi due o tre anni", dice, ha rialzato la testa. 

L'animosità dei repubblicani contro Obama "ha forti connotazioni razziali", il successo di Donald Trump nelle presidenziali "ha fatto leva su una riserva di razzismo che aspettava solo di essere svegliata", ha detto l'ex capo della Casa Bianca in una intervista al New York Times all'indomani dell'assoluzione in tribunale di un agente coinvolto un anno fa nella morte del nero Freddie Gray a Baltimora.  Lavorando su terreni a lui congeniali, quelli delle chiese della Bible Belt (la regione del Sud degli Usa i cui confini si sovrappongono a quelli della ex Confederazione), Carter ha convocato per il prossimo autunno ad Atlanta un vertice delle chiese battiste di ogni colore - bianche, nere, ispaniche, asiatiche - per discutere insieme temi come la razza e le diseguaglianze sociali.

L'ex presidente ha detto di sentirsi in forma fisicamente, ma di esser anche fortemente preoccupato per cosa vede scorrere davanti ai suoi occhi. Alti tassi di disoccupazione e di detenzione tra gli afro-americani, combinati agli attacchi di poliziotti bianchi contro neri innocenti come Gray, gli hanno fatto capire che la piaga del razzismo in America è tutt'altro che superata. 

"L'elezione di Obama, ha provocato una reazione di rigetto in molti repubblicani, incapaci di accettare un afro-americano come presidente", mentre Trump "ha violato diritti umani fondamentali" quando ha definito criminali gli migranti messicani e chiesto il divieto di ingresso nel paese per i musulmani, ha detto il presiedente premiato nel 2002 col premio Nobel per la Pace per aver promosso diritti umani e democrazia in molti paesi del mondo. Per Carter la battaglia contro il razzismo ha radici nella sua infanzia. Nato il primo ottobre 1924 in Georgia in una famiglia profondamente religiosa, l'ex presidente frequentò una scuola pubblica per bianchi ma due dei suoi migliori amici erano coetanei di colore.

 

 

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