La politica

Crisi. La Grecia ottiene nuovi aiuti

26-05-2016

 

 

BRUXELLES. Dopo anni di attesa, tre salvataggi, otto Governi e centinaia di riforme, la Grecia riesce a strappare ai suoi creditori un accordo sull'alleggerimento del debito assieme alla seconda tranche di aiuti da 10,3 miliardi di euro che sarà divisa in più versamenti. E la Bce si avvia a riammetterla alle aste ordinarie di liquidità. Ma dopo una maratona di 11 ore che sembrava aver messo finalmente d'accordo Eurogruppo e Fondo monetario internazionale, il Fondo tira il freno a mano. L'intesa sul debito, secondo Washington, è troppo vaga e manca un impegno certo. 

L'Eurogruppo credeva che individuare una 'road map' per alleggerire il grosso fardello fosse sufficiente, e invece dovrà tornare nuovamente sulla questione, specificando con chiarezza le misure ed evitando di rimandare il 'riscadenzamento' vero e proprio alla fine del programma, nel 2018, come aveva invece ottenuto la Germania. Il negoziato con il Fondo, che sembrava essersi concluso dopo una notte di complesse trattative, dovrà invece proseguire. Perché prima di raccomandare al suo board di entrare nel terzo salvataggio greco, il Fmi vuole un accordo chiaro sul 'debt relief'. Lo chiede da un anno e, a giudicare dalla reazione seguita all'intesa della notte, non si accontenterà di promesse senza sostanza. Il negoziatore del Fmi Poul Thomsen ha spiegato di aver fatto già una "grande concessione" accettando di rinviare il 'reprofiling' del debito al 2018. E' per questo che non può accettare anche che numeri e modalità si definiscano in futuro, come stabilisce l'accordo raggiunto martedì. 

La road map individuata fa anche delle concessioni al Fmi, prevedendo un intervento anche nel breve termine, cioè da qui al 2018: una forma di 'sollievo' ci sarà attraverso una riduzione degli interessi che Atene dovrebbe pagare al fondo salva-Stati Efsf/Esm, che saranno portati al livello bassissimo di quelli del terzo programma. Nel medio termine si potrà poi destinare alla riduzione del debito i profitti della Bce sui bond greci (SMP). Inoltre, il Fmi ha strappato anche un criterio chiaro per stabilire l'estensione dell'alleggerimento del debito greco: il fabbisogno lordo di finanziamento ("gross financial needs") del Paese non dovrà superare il 15% del Pil nel medio termine e il 20% successivamente. 

"La trattativa è stata molto lunga ma è un successo importante sia per la Grecia che per l'Ue", ha detto il ministro italiano dell'Economia Pier Carlo Padoan, parlando di un successo "incoraggiante". Il ministro, che come i suoi colleghi non ha però quantificato l'alleggerimento del debito, giudica "più che sufficiente" la soluzione scelta di un "reprofiling". "Grazie al riscadenzamento, la Grecia è sul sentiero di sostenibilità a patto che si implementino in modo chiaro le misure sia strutturali che di aggiustamento", ha spiegato. 

Grazie agli sforzi degli ultimi mesi, la Grecia si avvia anche ad essere riammessa dalla Banca centrale europea alle aste ordinarie di liquidità. La Bce sarebbe orientata a riaccettare i titoli di Stato ellenici come garanzia per la liquidità.  

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