Economia

Confindustria. Boccia assume la presidenza

27-05-2016

 

ROMA. Con un invito ad andare avanti "con forza sulla strada delle riforme", perchè solo così possiamo "tornare ad essere un Paese autorevole", all'esordio come presidente di Confindustria Vincenzo Boccia rilancia il pressing degli industriali ed apre una nuova stagione di confronto col Governo. Si smarca dal dibattito più politico sul referendum costituzionale: le riforme "non hanno un nome ma un oggetto, non conta chi le fa ma come sono fatte" dice e "non sono patrimonio dei partiti ma di tutti cittadini". Ma nel merito Confindustria (che sul referendum assumerà una posizione ufficiale solo dopo un confronto interno, il 23 giugno. E volutamente solo dopo passaggi politicamente delicati come le amministrative) "si batte fin dal 2010 per superare il bicameralismo perfetto e riformare il titolo V della Costituzione", non può quindi che vedere "con soddisfazione" che oggi "questo traguardo è a portata di mano". Si preannuncia quindi un sì. Anche se ogni valutazione sarà comunque discussa e condivisa in ossequio all'idea di "casa comune" che Boccia ha di Confindustria: una casa "inclusiva e aperta". 

Gli applausi dell'assemblea annuale degli industriali sottolineano che oggi nel Governo c'è anche un interlocutore come Carlo Calenda (ministro dello Sviluppo da meno di due settimane, anche per lui è un debutto) che conosce bene via dell'Astronomia, dove ha lavorato con il presidente Montezemolo, e che nell'impegno al ministero per l'internazionalizzazione delle imprese è stato un alleato apprezzato. Dal palco Calenda garantisce: lavoreremo insieme, "non esiste in un Paese moderno la possibilità di fare politica industriale se non con le imprese e per le imprese", per il rilancio della produttività serve "una assunzione di responsabilità condivisa tra industria e Governo". 

Uno strappo al rigido protocollo, l'intervento del ministro Dario Franceschini, sottolinea invece l'attenzione del nuovo leader degli industriali per il binomio "cultura e industria" come driver per lo sviluppo. In sala anche il Capo dello Stato, Sergio Mattarella. 

Nell'agenda lasciata da Giorgio Squinzi tra i temi aperti c'è la sfida sulla riforma dei contratti. Boccia avverte i sindacati: quando si riaprirà il confronto la "bussola" di Confindustria sarà "lo scambio tra salario e produttività" e la contrattazione aziendale "la sede dove realizzarlo". Intanto Federmeccanica farà da apripista al tavolo per i metalmeccanici: "Adesso non si può interferire sui rinnovi aperti". Il contesto è ancora quello di una economia che "è senza dubbio ripartita. Ma non è in ripresa", di una "risalita modesta, deludente". "Molto è stato fatto, a cominciare dal mercato del lavoro, dal fisco, dalla scuola, dalla P.a", riconosce Boccia, ma bisogna andare avanti e "il tempo è cruciale". 

La 'zavorra' del fisco è un cavallo di battaglia degli industriali, come il pressing sul governo (che c'è nei contenuti, senza bacchettate e senza alzare i toni): "Nella gestione del bilancio pubblico non chiediamo scambi nè favori, chiediamo politiche per migliorare i fattori di competitività", "un programma certo da realizzare in quattro anni", "certezza e stabilità", "manovre di qualità", chiede Boccia. Sul fronte tasse la richiesta degli industriali è di "spostare il carico fiscale", alleggerirlo su lavoro e imprese e aumentarlo "sulle cose", e di "abbattere le aliquote" con le risorse della revisione degli sconti fiscali e della lotta all'evasione. 

Le prime parole di Boccia come presidente sono per sottolineare l'emozione "immensa" e la responsabilità "altissima"; il saluto al presidente della Repubblica, il riconoscimento a Giorgio Squinzi per "l'esempio" che "lascerà "un'impronta". E il "grazie affettuoso" al padre Orazio, "il tipografo" protagonista del sogno che ha fatto della salernitana Arti Grafiche Boccia una realtà industriale leader: "L'emozione più grande è vederti seduto in platea, davanti a me, e pensare da dove sei partito".

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