Economia

Crisi. Ripresa cominciata secondo OCSE. Padoan: Roma agisca su alto debito e bassa crescita

07-04-2010

 

PARIGI. "Oggi possiamo diffondere un messaggio moderatamente ottimista": parla di "segni incoraggianti" e "ripresa che comincia a partire" il capo economista dell'Ocse Pier Carlo Padoan nel presentare le ultime stime sulla dinamica del prodotto interno lordo nelle sette principali economie del mondo, sottolineando però che il ritorno alla crescita non procede "ovunque alla stessa velocità", ma è più rapido negli Stati Uniti che nelle tre principali economie dell'area euro (Italia, Francia e Germania).

Detto in cifre, secondo le stime Ocse, gli Usa cresceranno del 2,4 e 2,3% nei primi due trimestri del 2010, mentre i tre Paesi euro faranno registrare in media un +1,9% nel primo trimestre e un +0,9% nel secondo. Allontanato invece, almeno per ora, il timore di una dinamica a doppia W, con una nuova discesa delle economie prima della stabilizzazione.

"Al momento - precisa l'economista - non ci sono fattori che lo facciano pensare".

L'ottimismo non deve però, sottolinea Padoan, portare a decisioni affrettate, in particolare sulla rimozione delle politiche di sostegno all'economia.

"Stiamo andando nella direzione giusta, e magari lo stiamo facendo più in fretta di quanto si pensasse 3 mesi fa - spiega l'economista a margine della presentazione dei dati - ma possiamo dire che non abbiamo più bisogno di politiche di stimolo fiscale? Forse, ma non c'è certezza".

Cautela anche nella revisione della politica monetaria, per la cui evoluzione il fattore chiave non sarà tanto "la direzione", dato che tutti auspicano tassi in rialzo, ma "la velocità a cui sarà intrapresa".

Per quanto riguarda l'Italia, l'Ocse prevede per i primi due trimestri del 2010 una crescita rispettivamente dell'1,2 e dello 0,5%, con un rallentamento nei secondi tre mesi spiegato in parte dall'esaurirsi dell'effetto positivo delle vendite di automobili. Per uscire completamente dalla crisi però, dichiara ancora Pier Carlo Padoan, il nostro Paese deve agire sui suoi "problemi di lungo termine: alto debito e bassa crescita".

Servono, precisa, un "significativo taglio delle spese" e un'azione mirata "sulle cause della debolezza della crescita", ma senza mai dimenticare i margini di manovra limitati imposti dall'elevato indebitamento. Una cautela che, ammette Padoan, il governo italiano è finora riuscito ad esercitare nel modo corretto, e che dev'essere rigorosamente mantenuta, pena una punizione da parte delle piazze finanziarie.

"Quando le condizioni saranno tornate normali - spiega Padoan - i mercati saranno molto meticolosi nello stabilire i prezzi del debito dei diversi Paesi. Per l'Italia, se ci dovesse essere un aumento anche molto piccolo degli spread, dato l'alto debito ci sarebbe un effetto a catena molto pericoloso, che rischierebbe di attivare un circolo vizioso".

Nel frattempo, dati positivi sono giunti anche dall'Eurostat, l'ufficio europeo di statistica, che ha rilevato un Pil stabile nella zona euro per il quarto trimestre 2009 rispetto ai tre mesi precedenti, e un aumento dello 0,1% nell'Europa a 27. Su base annua, invece, il Prodotto interno lordo dell'Eurozona è calato del 2,2%, quello dell'Ue-27 del 2,3%.

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