Il fatto

Fan di Obama

Macchina della verità per le spie al Dipartimento di Stato

23-03-2008

La macchina della verità sarà uno dei protagonisti dell'inchiesta avviata dal Dipartimento di Stato Usa per capire se avevano motivazioni politiche le intrusioni nei file elettronici contenenti i dati per i passaporti dei tre candidati alla Casa Bianca: i democratici Barack Obama e Hillary Clinton, il repubblicano John McCain.

Lo scrive oggi il Washington Times, il quotidiano conservatore che ha scoperto per primo che il file di Obama era stato 'violato' alcuni mesi or sono. Lo stesso quotidiano aggiunge che una delle società coinvolte nella vicenda fa capo ad un ex agente della Cia, che é diventato consigliere della campagna elettorale dello stesso Obama, di cui è quindi uno dei sostenitori. Segnalando che l'inchiesta si sta concentrando su un persona in particolare della società in questione, il Times scrive che ad essere sottoposti alla machina della verità saranno "i supervisori della sezione passaporti per capire se i tre dipendenti di aziende esterne che hanno aperto i file avevano obiettivi politici o facevano parte di un'operazione politica per ottenere dati personali" dei candidati.

Le persone che hanno avuto accesso ai file sono almeno quattro, tra cui un funzionario del Dipartimento di Stato che aveva usato involontariamente il nome della Clinton durante una esercitazione. Gli altri tre lavorano per ditte esterne. I primi due, che sono stati licenziati, erano dipendenti della Stanley, di Arlington, in Virginia. La terza persona lavora per la The Analysis Corporation (Tac), una società di McLean in Virginia, che ha partecipato alla messa a punto della lista nazionale anti-terrorismo. E' su di lei che si stanno concentrando le indagini, e per tali ragioni il Dipartimento di Stato ha chiesto che non venga licenziata.

La persona ha avuto accesso ai file sia di Obama sia di McCain. Secondo il Washington Times la Tac appartiene a John Brennan, un ex agente della Cia, attualmente uno dei consiglieri della campagna di Obama su questioni di intelligence e di politica estera. Secondo il Dipartimento di Stato i file sui passaporti contengono informazioni sensibili come il numero della Social Security (una sorta di codice fiscale), ma nulla che possa riguardare i viaggi all'estero e i visti ottenuti con i precedenti passaporti. Oggi come ieri, nessun grande quotidiano americano fa il parallelismo con scandali come quello del Watergate che costò la presidenza a Richard Nixon, ricordando però un caso analogo del 1992, quando qualcuno consultò i dati di Bill Clinton poco prima della sua vittoria alle presidenziali. Il fatto che lo stesso dipendente della Tac abbia avuto accesso ai file sia di Obama sia di McCain, sembra escludere -sempre secondo la stampa Usa- l'ipotesi avanzata ieri da alcuni di un'operazione occulta del Partito Repubblicano per danneggiare gli avversari del Partito Democratico.

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