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Serie A. Napoli, un'altra manita

01-02-2016

 

 

La Juventus bussa, il Napoli risponde con l'ennesima 'manita', questa volta all'Empoli. Dura soltanto un paio d'ore il primato dei bianconeri in classifica. La squadra di Sarri reagisce prontamente al sorpasso e si riprende così la prima posizione in graduatoria. Ormai sembra essere diventata una guerra di nervi fra azzurri e bianconeri, una sorta di braccio di ferro a distanza che culminerà nello scontro diretto, in programma la sera del 13 febbraio prossimo allo Juventus Stadium. 

Sarri prepara la partita con particolare scrupolo, conoscendo il valore dell'avversario ed anche il modo per bloccarne i meccanismi di gioco. Quel che meglio riesce al Napoli è infatti il contenimento delle manovre offensive dei toscani. Il sistematico, quasi scientifico controllo di Saponara, affidato in prima battuta a Jorginho e successivamente alla linea difensiva, limita infatti in maniera consistente le capacità di incidere della squadra di Giampaolo. Il Napoli, invece, è il solito Napoli con la sua manovra avvolgente, con il suo pressing asfissiante e soprattutto le sue improvvise, incontenibili accelerazioni offensive. 

Le cose, per la verità, non si mettono proprio bene per il Napoli che poco prima della mezz'ora del primo tempo subisce il gol dell'Empoli a seguito di un potente tiro su punizione di Paredes deviato da Callejon. La reazione dei padroni di casa, però, è furente ed in cinque minuti, fra il 32' ed il 37', consente loro di ribaltare il punteggio. Ci pensa la premiata ditta Higuain-Insigne, a piazzare l'uno-due vincente: assist dell'italiano e colpo di testa dell'argentino per il pari, punizione alla Maradona - seppur di destro - ancora di Insigne per il sorpasso. 

Nella ripresa, poi, un autogol di Camporese, autore di un improvvido intervento in scivolata tendente ad anticipare Higuain, fa allungare ulteriormente il passo agli azzurri. L'Empoli ha il merito di non demordere e quando può la squadra di Giampaolo si proietta nell'area avversaria nel tentativo di riaprire la gara. Il Napoli, però, controlla la situazione senza grandi affanni e conduce in porto una vittoria che gli consente di respingere la minaccia della Juventus e di mantenere la testa della classifica. Anzi sono proprio i padroni di casa a trovare nel finale ancora la strada del gol, per due volte con Callejon , per due volte con assist di Mertens subentrato a Insigne. Una vera e propria prova di forza in attacco che rende il risultato ancora più rotondo e consente ai tifosi di far risuonare a lungo nello stadio il coro 'Un giorno all'improvviso'. 

 

 

Una Juve impressionante

 

 

 

 

Impressionante. Come un rullo compressore devastante la Juventus passa a Verona cogliendo la sua dodicesima vittoria consecutiva in campionato, seppellendo il Chievo con un poker secco. Un risultato in fin dei conti risicato se si valuta la mole di occasioni e di palle gol create dai bianconeri che hanno colpito anche due legni della porta di Bizzarri. Ieri in terra scaligera si è giocata una partita impari, aperta dopo pochi minuti da Morata e chiusa dallo stesso attaccante spagnolo prima del riposo, che nel mezzo nella ripresa ha visto le reti di Alex Sandro e Pogba. 

Un incontro giocato a ritmi da accademia. Allegri eguaglia cosi Conte e lo fa con una facilità incredibile. Tanta, troppa Juventus complice, comunque, un Chievo piccolo, troppo piccolo per essere vero. I meriti della Juve sono indubbi ed evidenti, ma anche evidenti i demeriti e le colpe di un Chievo rimaneggiato, ma arrendevole oltre misura. 

Le scelte dei tecnici sono dettate dalle assenze. Per quanto riguarda la Juventus, la grande novità di Allegri è il rientro dal primo minuto, in campionato, di Alvaro Morata: lo spagnolo, in gol in Coppa contro l'Inter, prende il posto dell'acciaccato Mandzukic facendo coppia con Dybala. Nel trio di centrocampo ci sono Khedira, Marchisio, Pogba. Alex Sandro sulla corsia di sinistra mentre Lichtsteiner a destra. Un'altra novità è in difesa: al posto di Chiellini c'è Caceres. Nel Chievo, Paloschi ha salutato la Serie A per approdare in Premier League allo Swansea. Al suo posto Mpoku assieme a Inglese vista l'indisponibilità di Meggiorini. 

In avvio è subito Juve. Azione sulla sinistra di Lichtsteiner tiro cross in diagonale spunta sul secondo palo Morata che anticipa Frey e batte Bizzarri. E' il gol che indirizza la partita. Per reggere l'urto di una Juventus già forte e pure in vantaggio servirebbe un avversario con testa, gambe e volontà d'offendere. Identikit che non è quello del Chievo di ieri. 

La Juventus spadroneggia e il raddoppio è più volte nell'aria e si concretizza nel finale di frazione, frutto di un'altra tambureggiante azione bianconera. Dybala dal limite vede l'inserimento di Khedira che di sinistro serve un assist al bacio per Morata che di destro deposita alle spalle di Bizzarri. 

Quello che accade nella ripresa è davvero accademia. La Juve dilaga, straripa non trovando argini che la blocchino. Al quarto d'ora ecco il tris con altra azione da manuale. Dybala rifinisce per Lichtsteiner che sulla destra è imprendibile, palla a Pogba bravo a servire alla sua sinistra ad Alex Sandro che di sinistro inchioda nuovamente Bizzarri. Per il poker è solo questione di tempo. Alex Sandro fa le prove generali cogliendo una clamorosa traversa, poi arriva l'acuto di Pogba. Azione personale del francese che salta prima Dainelli, poi Rigoni e di destro piazza alla sinistra di Bizzarri. Nel finale altra clamorosa traversa di un Pogba sontuoso. 

Una Juventus esagerata. Allegri coglie la dodicesima consecutiva e dal 14mo posto in classifica ad ottobre sale momentaneamente in testa alla classifica alla fine di gennaio. Una squadra, quella bianconera, che ha mostrato una convinzione e una fiducia senza eguali. 

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