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Serie A. Cinque gol della Roma al Palermo

22-02-2016

 

 

ROMA. La Fiorentina vince a Bergamo e difende con i denti il terzo posto, la Roma travolge il Palermo e con la quinta vittoria consecutiva resta in scia alla zona Champions. Il Sassuolo strappa all'Empoli 3 punti con vista sull'Europa, il Genoa batte l'Udinese e fa un balzo-salvezza in classifica, mentre il Torino non va oltre lo 0-0 casalingo con il Carpi (complice Maxi Lopez che si fa parare un rigore). 

Stesso risultato di Frosinone-Lazio. Per la squadra di mister Stellone un buon punto, che gli consente di arrivare a -2 dalla zona salvezza, a quota 25, dove annaspa la Sampdoria. E domenica prossima il Frosinone farà visita proprio ai blucerchiati. La Lazio perde l'occasione di uscire dalla terra di nessuno di una classifica poco emozionante. 

Il caso Totti non condiziona la Roma che all'Olimpico, nel posticipo, ha vita facile contro un Palermo assai fragile, vincendo 5-0 con le doppiette di Dzeko e Salah e il gol di Keita. Nel finale della partita spazio a Kevin Strootman, tornato in campo dopo 13 mesi. 

Quando manca solo Napoli-Milan oggi per archiviare il 26mo turno in serie A, gli incontri di ieri hanno riservato emozioni e tanti gol. Il risultato più "pesante" lo coglie la Fiorentina, che nonostante le fatiche di coppa tiene a distanza Roma ed Inter per puntare decisa la zona Champions. Sousa ritrova la vittoria in trasferta con Mati Fernandez, Tello e Kalinic, cui rispondono Conti e Pinilla, tutti a segno nella ripresa. Generosa la prova dell'Atalanta che però adesso non vince da 11 turni. 

Dopo oltre un mese torna al successo il Sassuolo che capitalizza al meglio la doppietta di Defrel e supera un Empoli che sembra aver perso lo smalto del girone d'andata. Eppure i toscani erano passati in vantaggio sul finire del primo tempo con Zielinski, rete subito pareggiata da Berardi. Nella ripresa show di Defrel, a segno due volte in tre minuti. Di Maccarone il definitivo 3-2. Vittoria in recupero del Genoa a spese dell'Udinese, passata in vantaggio per prima al Ferraris con Adnan. Nel secondo tempo Cerci dal dischetto e Laxalt ribaltano il risultato. Sugli scudi Perin che a pochi minuti dal termine neutralizza un rigore calciato da Di Natale per fallo di Izzo su Thereau. 

Dopo il successo a Palermo il Torino non si ripete e ne approfitta il Carpi che coglie un punto importante in chiave salvezza. Decisive le parate di Belec.

, su tutte quella con cui spegne l'urlo di Maxi Lopez, deviando il tiro dell'argentino dal dischetto. Finisce tra i fischi del pubblico granata. 

 

 

Totti cacciato da Trigoria

 

ROMA. Più che attimo fuggente, una rottura totale che a fine giornata trasforma la querelle in un "momento di rabbia". "O capitano! Mio capitano!", passo della poesia che Walt Whitman scrisse dopo la morte di Abramo Lincoln e diventata cult col film di Peter Weir, può a buon diritto sintetizzare la bufera vissuta in casa Roma, dove ieri può essersi consumata un altro tipo di 'morte', questa volta sportiva, con la clamorosa frattura tra la 'bandiera' Francesco Totti e Luciano Spalletti. 

Al tecnico di Certaldo non sono affatto piaciute le parole del capitano giallorosso alla Rai e così a Trigoria la reazione è esplosa in maniera roboante, compromettendo in modo forse definitivo il rapporto tra il 39enne campionissimo e l'allenatore che dopo l'attacco del n.10 ("Mi aspettavo che certe cose che ho letto me le dicesse in faccia") ha risposto con un tackle durissimo: cacciandolo dal ritiro. Una decisione arrivata nelle prime ore della giornata, subito dopo colazione. 

Spalletti ha chiamato Totti e gli ha comunicato che non sarebbe stato convocato per il posticipo serale contro il Palermo. Totti ha ascoltato, ha preso atto della decisione, ha reagito ("un paio di missili li ha tirati", ha fatto sapere Spalletti), ha salutato i compagni "increduli" e lasciato Trigoria. 

Nell'interpretazione del tecnico, le parole di Totti al Tg1, rappresentano una "distrazione troppo forte per il gruppo", chiamato ad una partita chiave in ottica Champions. Un appuntamento che, ai suoi occhi, non consente deroghe di alcun tipo, nemmeno se hanno la fisionomia e la storia ultraventennale di Francesco Totti. Il problema semmai investe la società e il nodo del rinnovo contrattuale. 

"Mi sento ancora un calciatore, sto fuori solo per scelta tecnica. La panchina fa male, ma finire la carriera così è brutto", si era lamentato il capitano nel decennale di un altro suo famoso stop (frattura del perone il 19 febbraio 2006 che rischiò di fargli saltare il Mondiale), aggiungendo che il rapporto con il tecnico è ai minimi storici ("Con lui buongiorno e buonasera"), anche se la considerazione resta immutata: "Come tecnico lo stimo, penso abbia le carte in regola per rimanere"). 

E adesso? Totti e la Roma potrebbero dirsi addio a giugno, ventila lo stesso n.10: "Sono un tipo abbastanza chiuso, ascolto medito e poi al momento giusto se c'è da parlare parlo. Dispiace stare in panchina però è normale a questa età avere meno possibilità di giocare. Finire la carriera in questo modo mi sembra brutto. Io dirigente della Roma? Più in la si, non so cosa potrei fare ma spero di farlo qui, poi però se le due strade non porteranno nella stessa direzione vedremo", sono le parole che sanno tanto di deja vu del 'pupone' che comunque in serata si presenta all'Olimpico da spettatore, incassando cori e applausi dai suoi tifosi (che riservano qualche fischio all'allenatore). 

Se Baldissoni getta acqua sul fuoco ("nessuna decisione punitiva, è un fatto che riguarda l'area tecnica"), Spalletti si dice "dispiaciuto dell'accaduto e di aver preso quella decisione", aggiungendo di "non voler duelli con nessuno. Mio figlio mi ha detto: Babbo ma che fai, litighi con Totti? La società sa che se Francesco chiede qualunque cosa io sono dalla parte di Checco. Ma ora bisogna fare delle scelte e io non posso accettare che lui convochi conferenze. C'è bisogno di ordine, sennò uno può dire quello che gli pare". 

Comunque, "c'è la volontà di risolvere con Totti - è suo il ramoscello d'ulivo - E' stato un momento di rabbia. Lui è un campione ma il rispetto va dato a tutti i giocatori, non solo a uno. Voglio solo il bene della squadra". 

Così, mentre il web si infiamma e su Twitter in un battibaleno fioccano gli hashtag #Totti, #Io sto con Totti, #Io sto con Spalletti, con i tifosi divisi tra pro e contro il Capitano (ma maggioranza per la prima volta assai relativa), la frattura in salsa giallorossa trova grande eco all'estero ("Roma brucia", scrivono), con tanti tifosi vip che si dicono indignati per il trattamento riservato al simbolo della Roma ("Non doveva finire così") e altri infastiditi per la tempistica e la modalità scelte dal giocatore. 

"In questa storia sbagliano tutti... A noi rimane una profonda tristezza", scrive Antonello Venditti, mentre per Sinisa Mihajlovic "con più chiarezza e rispetto magari non si arrivava a questo. A Roma, quando tocchi Totti è un casino, e secondo me giustamente". 

"Amareggiato" Carlo Mazzone che prende di mira il tecnico: "Avrebbe dovuto essere più riflessivo. Non è che manca di personalità e spessore per allenare la Roma?". 

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