Dall'Italia

Tangenti. Arrestata il sindaco di Maddaloni

08-03-2016

 

 

NAPOLI. Avrebbe intascato dall'imprenditore che effettuava il servizio di raccolta rifiuti nel suo Comune un compenso mensile non dovuto di 10mila euro per garantirgli il proseguimento dell'attività, ma anche somme per viaggi e per l'arredamento della casa, o per pagare i consiglieri comunali riottosi. 

Sono accuse gravissime quelle contestate al sindaco di Maddaloni (Caserta) Rosa De Lucia (Forza Italia), arrestata questa mattina dai carabinieri nell'ambito di un'inchiesta della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere che ha portato in carcere anche l'imprenditore Alberto Di Nardi, proprietario della DHI, società che svolge la raccolta dei rifiuti a Maddaloni ed in numerosi comuni del Casertano. 

Ai domiciliari è finito l'assessore alla cultura Cecilia D'Anna, che, si legge nel provvedimento, secondo l'imprenditore che ha svelaato il sistema delle tangenti, si sarebbe recata in viaggio con il sindaco Rosa De Lucia ad Antibes, in Francia, dove si sarebbero sposati (circostanza peraltro non verificata dagli inquirenti). Ai domiciliari anche i consiglieri Giancarlo Vigliotta e Giuseppina Pascarella, fino a pochi mesi fa esponente molto in vista di Forza Italia poi passata nella lista Calatia Libera. 

I reati contestati a vario titolo sono corruzione, tentata induzione indebita a dare o promettere qualcosa e il peculato in concorso; per questa ultima accusa è solo indagato il comandante dei Vigili Urbani di Maddaloni Bartolomeo Vinciguerra, che avrebbe usato l'auto di servizio nel luglio 2015, su indicazione della De Lucia, per recarsi in Calabria, a Cirò Marina (Crotone), e prelevare il consigliere Vigliotta, che sarebbe posi stato condotto a Maddaloni per prendere parte ad un' importante seduta del Consiglio comunale. Vigliotta fu poi riaccompagnato in Calabria, dove era in vacanza. 

Il sindaco e gli altri amministratori arrestati sono stati tutti sospesi dal prefetto di Caserta che ha affidato la gestione del Comune di Maddaloni al vice-sindaco Di Nuzzo. Le indagini iniziate pochi mesi fa, nel giugno 2015, dopo la denuncia di un imprenditore, hanno accertato - spiegano gli inquirenti - il solido connubio tra la De Lucia e Di Nardi, la cui società, con sede a Pastorano, nacque tra il 2010 e il 2011 e in pochi anni ha fatto incetta di appalti nel Casertano. "Una corruzione sistemica" - ha commentato il procuratore aggiunto Carlo Fucci - mentre il gip Sergio Enea nell'ordinanza ha scritto che "Di Nardi era un bancomat per la De Lucia". 

A Maddaloni l'imprenditore iniziò ad operare nel 2011 con affidamento diretto che la De Lucia ha poi prorogato ogni tre mesi invocando illegittimamente la somma urgenza e superando il limite normativo dei 18 mesi. Di Nardi percepiva mensilmente dal Comune 430mila euro per il servizio, in cambio, hanno scoperto gli inquirenti, versava regolarmente alla De Lucia 10mila euro, e periodicamente le somme che servivano al sindaco per le più varie esigenze personali e istituzionali, dai viaggi con l'assessore e amica Cecilia D'Anna alle manifestazioni, come quella contro il femminicidio (tangente di 500 euro), alla realizzazione di luminarie in una strada per cui fu pagata una tangente di 5mila euro. 

Ma De Lucia - scrivono i magistrati - si faceva consegnare da Di Nardi anche soldi da distribuire ai consiglieri per indurli a votare importanti delibere o il bilancio, come è avvenuto nel dicembre scorso. Due i consiglieri scoperti e arrestati, altri quattro non sono stati ancora identificati. Il pagamento delle tangenti, è emerso, avveniva presso la casa della mamma del sindaco. 

La De Lucia, hanno accertato gli inquirenti, è poi più volte intervenuta presso i dirigenti comunali per indurli ad annullare le sanzioni di oltre 15mila euro comminate a Di Nardi per l'inefficiente raccolta. Inoltre, su sollecitazione della prefettura, ha finalmente bandito l'anno scorso la gara d'appalto da 24 milioni di euro - l'iter è stato affidato alla Stazione Unica Appaltante - accordandosi, secondo l'accusa, con Di Nardi per una tangente da 1milione e 200mila euro.

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