La politica

Primarie Roma. Il Centrodestra è in panne

16-03-2016

 

 

ROMA. Ormai per certificare l'implosione del centrodestra è solo questione di ore. Dopo il via libera di Fratelli d'Italia alla candidatura di Giorgia Meloni a sindaco della Capitale, la frattura con Forza Italia è alle porte. La leader di Fdi aspetterà oggi per ufficializzare la sua discesa in campo nella speranza che le poche ore a disposizione possano servire alle diplomazie per trovare una soluzione in extremis. 

Difficile però evitare la spaccatura di fronte all'indisponibilità di Silvio Berlusconi di far fare un passo indietro a Guido Bertolaso. Il Cavaliere (che ieri ha effettuato un piccolo intervento chirurgico ad un occhio) al momento resta irremovibile: Dopo i gazebo organizzati anche con la Meloni in cui si sono espresse quasi 50.000 persone a sostegno di Bertolaso non si può tornare indietro, è il messaggio consegnato ai fedelissimi. 

E così, salvo nuovi colpi di scena, il Cavaliere continuerà a sostenere l'ex numero uno della Protezione Civile 'contro' Giorgia Meloni che avrà dalla sua il leader della Lega Nord Matteo Salvini da sempre sponsor dell'ex ministro. Si vocifera che i due si siano già incontrati ieri anche se non ci sono conferme. 

Quello che è certo è che il segretario del Carroccio sarà nella Capitale oggi. Difficile invece la presenza di Silvio Berlusconi che da programma dovrebbe essere a Roma domani per poi partire venerdì alla volta di Palermo per una due giorni organizzata da Gianfranco Miccichè. In queste ore però i pontieri azzurri solo al lavoro per convincere l'ex premier ad incontrare la Meloni per un ultimo tentativo di trovare un accordo. 

Nonostante però la difficoltà di dover affrontare una campagna elettorale in gravidanza, per la leader di Fratelli d'Italia non ci sono alternative. I sondaggi in possesso del partito non sono certo lusinghieri se Fdi dovesse continuare a sostenere Forza Italia. E se l'obiettivo resta quello di continuare ad essere il primo partito del centrodestra nella Capitale l'impegno della Meloni in prima persona non è derogabile. Ecco perchè al termine di un'ufficio di presidenza del partito le ultime riserve su una discesa in campo sono cadute. 

Il rischio a questo punto è che, al di là di Milano, dove la candidatura di Parisi non è messa in discussione, nel resto delle città chiamate al voto i tre partiti possano presentarsi l'uno contro l'altro. Nella Capitale poi i candidati di centrodestra o comunque vicini a quell'area rischiano di essere addirittura 4: oltre a Meloni e Bertolaso anche Francesco Storace e Alfio Marchini. Un rischio che l'ex premier è disposto a correre ribadendo che "in politica come nella vita la parola va mantenuta" ma soprattutto che "non c'è nessuno che abbia l'esperienza di Bertolaso". 

La convinzione di Berlusconi però cozza con quanti dentro il partito, e non solo, vorrebbero evitare di rompere con gli alleati. Tant'è che da giorni, lunedì è arrivato anche l'appello di Fdi, è in atto un pressing direttamente su Bertolaso per convincerlo a fare lui ovviamente con il placet del Cavaliere, il 'beau geste' del passo indietro dalla corsa per il Campidoglio.

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