La politica

Comunali. Fassina: "Restiamo in campo"

09-05-2016

 

ROMA. "Non ci sono piani B. I voti andranno a noi. Ce li prenderemo come volevamo fare". E' battagliero Stefano Fassina all'indomani della doccia gelata che ha visto l'esclusione delle sue liste dalla corsa al Campidoglio. Ripercorre i passaggi della sua campagna elettorale, addebita l'esclusione ad "errori materiali" più che formali e ribadisce la correttezza delle procedure seguite: "Abbiamo presentato tutte le firme necessarie, abbiamo fatto ricorso e avrà esito positivo, restiamo in campo". 

Perchè, spiega Fassina che non si lancia in endorsement di nessun tipo, "senza una forza politica come la nostra, che è quella che più naturalmente rappresenta la sinistra, sarebbe uno scenario democratico seriamente ferito e il gioco elettorale sarebbe molto falsato". Ieri intanto è arrivata anche una piccola doccia fredda anche per Giorgia Meloni: la lista Fdi al Municipio che comprende il quartiere della Garbatella, quello proprio dove è vissuta Meloni, è stata esclusa per irregolarità. Anche in questo caso è partito il ricorso con la speranza di essere riammessi. Fassina il ricorso lo presenterà al Tar oggi e i giudici amministrativi si pronunceranno entro due giorni. 

Due le irregolarità contestate dalla Commissione elettorale che ha escluso la Lista Civica per Fassina sindaco e la lista Sinistra per Roma: l'assenza della data nei moduli di presentazione e l'uso in alcuni municipi di moduli vecchi che non prevedono l'indicazione delle direttive previste dalla Legge Severino in merito alle cause d'incompatibilità. Fassina per ora chiude ad ogni indicazione di voto. "Siamo diversi programmaticamente da Giachetti e dagli altri -dice- quanto a spostamenti verso M5S è solo una leggenda metropolitana". Nonostante questo Roberto Giachetti mantiene "la porta aperta al dialogo" ricordando che "dal '93 al 2013 c'è stato sempre il centrosinistra a Roma, siamo stati sempre uniti. L'anomalia è scoppiata proprio questa volta". Del resto alla Regione Lazio Zingaretti governa con Sel, motivo in più per tendere la mano a Fassina. 

Voglia di unità che Giachetti trasferisce anche all'interno del Pd. A Gianni Cuperlo chiede di " costruire insieme un partito più simile a come lo vogliamo entrambi: di sinistra, moderno, plurale, pulito, ma soprattutto per vincere le elezioni a Roma". Un partito che, secondo Giachetti, non vuole chi nel Pd "non mi sostiene alle amministrative e in passato ha fatto il male di Roma e non ha fatto gli interessi né della città né del partito". Intanto Fassina riunirà oggi pomeriggio tutti i candidati sia delle liste cittadine che di quelle municipali. 

Un modo per smussare le polemiche dopo l'esclusione. Accuse di dilettantismo, di scarsa attenzione in un'area Si-Sel non proprio saldissima e che già aveva più volte messo in discussione la candidatura di Fassina con i tentativi di controcandidatura di Bray o Barca. Serrare le file e sperare, questo resta alla sinistra. "Mi assumo tutte le responsabilità - dice Fassina - le discussioni rimandiamole a dopo il voto". Sempre che Sinistra Italiana farà parte della tornata elettorale".

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