Economia

Rcs. Contro-opa in contanti

17-05-2016

 

 

MILANO. Andrea Bonomi si allea con i soci stabili di Rcs, Diego Della Valle, Mediobanca, UnipolSai, Pirelli e sfida Cairo lanciando un'opa tutta cash a 0,70 euro contrapposta a quella 'di carta' della Cairo Communication, che prevede lo scambio di un'azione (ieri trattata a 4,3 euro) per 8,3 azioni Rcs, significando una valorizzazione intorno a 0,52 euro. "Rilanciare? La mia offerta è lì, è stata meditata a lungo, ragioneremo" risponde l'editore piemontese che giudica ''non pazzesca'' la differenza di prezzo. 

La Borsa 'annusa' la guerra dei rilanci e spinge il titolo sulla nuova valorizzazione (+16,5% a 0,69 euro) ma la Consob "ha in corso già da settimane accertamenti sul titolo" e ora prosegue con rinnovata attenzione, anche alla luce del comunicato diffuso lunedì da Mediobanca, che aveva segnalato avrebbe valutato anche proposte alternative di cui Rcs potesse essere destinatario e il suo a.d Alberto Nagel che aveva risposto "noi siamo destinatari" a chi gli chiedeva se la banca fosse parte attiva in una controfferta. 

"Al più presto" si riunirà il cda per valutare la proposta, indicano fonti vicine all'azienda, ricordando che la stessa cosa era stata fatta in occasione dell'Ops proposta da Urbano Cairo che fu però bocciata perché indicata troppo a sconto. "Non vedo differenze pazzesche" commenta a caldo Cairo, a margine di un incontro al Salone del Libro di Torino. "Alla fine l'offerta di Bonomi e degli altri azionisti storici di Rcs valuta l'azienda 360 milioni più un debito di 411 milioni - aggiunge -. Si arriva a 771 milioni, alla fine l'incremento rispetto alla mia è del 10%". 

Cairo mette sul piatto equity; Bonomi e soci impegnano invece 282,5 milioni di euro per il 77,4% del capitale e altri 150 milioni di euro di ulteriori risorse finanziarie di cui verrà dotata la NewCo per sottoscrivere la quota di eventuali aumenti di capitale di Rcs. Andrea Bonomi in base agli accordi avrà il 45% della NewCo che lancerà l'opa mentre Della Valle, Mediobanca, UnipolSai e Pirelli si divideranno in misura paritetica il restante 55%, proporzioni mantenute anche dopo gli aumenti di capitale necessari per finanziare il veicolo. 

I soci stabili apporteranno le azioni che già hanno in portafoglio, pari al 22,6% e Bonomi sottoscriverà un primo aumento quanto serve per acquistare, in sede di offerta, il 18,49% del capitale (circa 67,48 milioni di euro). L'acquisto delle ulteriori azioni (l'offerta riguarda il 77,4% del capitale di Rcs), "sarà finanziato tramite ulteriore aumento in più tranche di diverso importo" in modo da lasciare Bonomi al 45% post aumenti. L'impegno complessivo del finanziere è calcolato in circa 240-250 milioni, compresi gli investimenti successivi all'opa. 

La cordata di Bonomi vuole arrivare ad avere almeno il 66,7%, ma se l'adesione fosse totale e tale da non consentire il regolare svolgimento delle negoziazioni a Piazza Affari, verrà ricostituito il flottante (la soglia indicata da Borsa Italiana, a tale proposito, è pari al 25% del capitale). Tra le condizioni per ritenere valida l'offerta ci sono poi alcuni impegni con le banche finanziatrici, per esempio a rinunciare a richiedere un rimborso anticipato del debito, a non chiedere azioni per rimborsi dei finanziamenti e a confermare le linee di credito. 

Le banche, come con Cairo, sembrano disposte a discuterne senza pregiudizi. "Ce ne occuperemo a tempo debito, mi pare comunque che ad oggi sia una cosa che riguarda più gli azionisti che i creditori" commenta il Ceo di Bpm, Giuseppe Castagna, in qualità di creditore del gruppo Rcs per circa 40 milioni. "Esamineremo i dettagli, esamineremo il tutto e cercheremo di capire quale può essere la migliore offerta per quanto riguarda il ceto bancario. Ora però è un discorso che riguarda gli azionisti", ha ribadito, concludendo: "Mi sembra comunque che dovunque ci sia mercato, ci sia interesse per tutti". 

"A noi interessa che ciò che viene fatto intorno al gruppo vada nella direzione di un rafforzamento. A noi interessa che i soci siano stabili. Finanziari o industriali non ha molta importanza", ha commentato da parte sua l'ad di Unicredit Federico Ghizzoni. La strada che hanno in mente Bonomi e i soci che si contrappongono a Cairo, e lo mettono per iscritto nelle motivazioni all'offerta, prosegue nel solco del lavoro dell'a.d Laura Cioli ma punta anche a "garantire e preservare il prestigio e l'indipendenza delle testate giornalistiche di Rcs".

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